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Il Dl Rilancio è legge, 155 decreti per attuarlo

Il Senato ha votato ieri la fiducia sul testo chiesta dal governo: 159 voti a favore, 121 contrari e nessun astenuto

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di Antonello Cherchi, Andrea Marini e Marta Paris

Il decreto Rilancio è legge, ma per il provvedimento si apre la fase 2. Il Senato ha votato ieri la fiducia sul testo chiesta dal governo: 159 voti a favore, 121 contrari e nessun astenuto (al voto hanno partecipato 280 senatori su 281 presenti e la maggioranza necessaria era di 141). Ora entrerà nel vivo la partita dell’attuazione: per dispiegare al 100% i suoi effetti, il decreto Rilancio ha bisogno del varo di 155 provvedimenti attuativi tra decreti ministeriali e altri atti di agenzie e istituzioni coinvolte.

Il testo licenziato da Palazzo Madama è identico a quello che ha già avuto l’ok della Camera lo scorso 9 luglio (dopo il via libera del consiglio dei ministri, era entrato in vigore il 19 maggio e di conseguenza andava convertito in legge entro domani). Il Dl 34/2020 prevede interventi per un valore di 55 miliardi di euro per limitare l’impatto economico dell’emergenza Covid su imprese, lavoratori con partite Iva, dipendenti, famiglie e terzo settore.

Dei 155 provvedimenti attuativi previsti nella versione definitiva, 87 erano già presenti nella versione approvata dal consiglio dei ministri a metà maggio. Altri 68, invece, sono stati aggiunti insieme ai nuovi articoli e ai nuovi commi inseriti durante l’iter di conversione alla Camera. Dato questo stock, gli uffici ministeriali hanno già iniziato a varare i primi provvedimenti previsti dal testo iniziale. Finora hanno avuto l’ok 16 atti, tra cui misure fondamentali come l’attuazione del trattamento di integrazione salariale in deroga Emergenza Covid-19 oppure i termini e le modalità per ricevere il bonus vacanze. Come anche il provvedimento che definisce le modalità  per produrre l’istanza di contributo a fondo perduto da parte delle piccole e medie imprese.

Dall’ecobonus agli incentivi auto

Al di là dei provvedimenti attuativi, sono molte le novità introdotte durante l’iter di conversione alla Camera (il Senato, come detto, non ha apportato modifiche): i contribuenti possono beneficiare dell’ecobonus al 110% per due abitazioni, unifamiliari, plurifamiliari o condominiali (a giorni, come annunciato ieri dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccaro Fraccaro, saranno pronte le linee guida). È prevista la possibilità di riconoscere la detrazione fiscale ai cittadini, o il credito d’imposta alle aziende, in caso di sconto in fattura o cessione, anche per spese o fatture emesse a stato avanzamento lavori. Prevista inoltre l’estensione del beneficio fiscale, per l’edilizia residenziale pubblica, fino a giugno 2022. Il credito d’imposta per gli affitti degli immobili commerciale potrà essere ceduto dal conduttore al locatore, con un conseguente sconto sul canone mensile (vengono poi sospesi gli sfratti fino a fine anno). Il bonus viene esteso inoltre anche ai negozi con ricavi o compensi superiori a 5 milioni. Misure che vanno ad aggiungersi all’ampio pacchetto fiscale previsto nella versione originaria, tra cui l’esenzione del saldo Irap dovuta per il 2019 e della prima rata, pari al 40%, dell’acconto dell’Irap dovuta per il 2020. Misura che vale per le imprese ed i lavoratori autonomi, con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni. Gli Enti locali potranno poi ridurre le aliquote e le tariffe di entrate tributarie e patrimoniali fino al 20%, a condizione che i pagamenti siano effettuati attraverso domiciliazione bancaria.

Dal prossimo 31 agosto scatterà poi il bonus rottamazione e sarà utilizzabile, per l’acquisto di auto nuove, fino a fine anno. Il bonus è rafforzato in caso di rottamazione di un veicolo immatricolato prima del 1° gennaio 2010: il contributo è di 2mila euro in caso di emissioni CO2 g/Km fino a 60 (le auto elettriche e ibride); è invece di 1.500 euro per le Euro 6 da 61 a 110. Il venditore dovrà riconoscere uno sconto di almeno 2mila euro. In caso di mancata rottamazione il contributo è dimezzato.

Alitalia e cassa integrazione

Nel testo figurano inoltre tre miliardi per la capitalizzazione pubblica della nuova Alitalia e la proroga di due anni delle concessioni già in essere per la gestione dell’attività degli aeroporti (il capitolo proroghe riguarda anche la conferma del prolungamento al 2033, peraltro contestato a livello Ue, per i balneari). Il Dl lancia anche Patrimonio destinato Cdp per il rafforzamento economico e produttivo delle imprese con un fatturato annuo superiore ai 50 milioni, cui potranno accedere, come disposto alla Camera, anche i risparmi privati ma senza benefici fiscali. Montecitorio ha quindi disposto che i controlli patrimoniali sul conto dei risparmiatori rimborsati dal Fir (Fondo indennizzo risparmiatori) potranno essere effettuati anche dopo l’erogazione del ristoro.

Sono entrate nel decreto legge anche le 4 settimane di cig-Covid previste dal decreto legge sulla cassa integrazione, insieme alla proroga per i contratti a termine e a una serie di misure di sostegno per il comparti del tessile, della moda, delle fiere e del wedding planning.

Il «secondo tempo» del decreto

Ora per essere pienamente operativo le norme avranno bisogno di un corredo di provvedimenti attuativi che in molti casi hanno anche scadenze ravvicinate per l’adozione. Tra i 68 atti previsti dalle modifiche parlamentari (si veda la tabella a fianco) entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge il ministero dell’Istruzione dovrà ripartire tra le scuole materne ed elementari i nuovi mille assistenti tecnici che potranno essere contrattualizzati a tempo per assicurare la gestione della strumentazione informatica per la didattica.

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione il Viminale dovrà ripartire il fondo per indennizzare i comuni dei mancati introiti dall’esenzione dal pagamento Tosap e Cosap per bar e ristoranti dal 1° maggio al 31 ottobre. E sempre entro lo stesso tempo andranno disciplinate dal ministero delle Politiche agricole le modalità per il contributo a fondo perduto alle imprese agricole che innovano i processi produttivi. Servirà poi un Dm della Difesa, per stabilire il valore degli immobili a base d’asta in caso le gare per la dismissione siano andate deserte.

Un decreto del ministero dell’Interno dovrà ripartire il fondo per i comuni in stato di dissesto finanziario, e un altro, sempre del Viminale, dovrà ripartire il fondo per quelli particolarmente danneggiati dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Entro 90 giorni dalla conversione dovrà arrivare un decreto del ministero dell’Università, sentito il ministero dell’Economia, per dare attuazione allo stanziamento di 20 milioni per gli affitti degli studenti fuori sede a basso reddito.

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