Appalti

Caro materiali, in Sicilia inizia la serrata di cantieri pubblici, ristrutturazioni con superbonus e opere Pnrr

di El&E

L'associazione dei costruttori dell'Isola: costo insostenibili, operai in cassa integrazione

«Il caro-carburanti, gas ed energia, i prezzi alle stelle delle materie prime, la difficoltà a reperirle e la chiusura degli impianti di produzione strozzati dal caro-bollette rendono impossibile proseguire le attività dei cantieri e costringono le imprese edili siciliane a sospendere tutto e a porre il personale in cassa integrazione per difficoltà di approvvigionamento dei materiali. È a rischio la sopravvivenza dell'intero comparto». Così il presidente dell'Ance Sicilia Santo Cutrone in un comunicato nel quale annuncia una "serrata" progressiva dei cantieri dell'Isola. «Cominceranno le imprese del settore dei lavori stradali - annuncia il presidente dei costruttori siciliani - a causa dell'aumento del 600% del costo dell'asfalto, che non rende più sostenibile l'esecuzione di interventi ai prezzi fissati all'atto dell'aggiudicazione dell'appalto; seguiranno le imprese impegnate nei cantieri del Superbonus 110% e del Bonus facciate e, quindi, quelle interessate dalle infrastrutture strategiche e dagli appalti finanziati dal Pnrr». «È persino a rischio - sottolinea - la possibilità di completare le opere del Pnrr entro le scadenze concordate con l'Ue».

«Servono misure vere di emergenza – ribadisce Cutrone ribadendo le sollecitazioni al governo del presidente dell'Ance, Gabriele Buia - per salvare dal disastro il settore che più di tutti ha garantito la ripresa del Paese e della Sicilia. Non possiamo più attendere: i prezzi di bitume, acciaio e alluminio sono inarrivabili, tutti gli altri materiali scarseggiano e sono troppo cari; in più, la volatilità delle tariffe di elettricità, gas e carburanti rende insostenibile l'economia dei cantieri e i trasporti».

Cutrone rivolge un appello ai rappresentanti politici della Sicilia, a cominciare dal presidente Nello Musumeci, oltre che alla politica nazionale, affinché «siano adottate tutte le necessarie misure per calmierare i prezzi e per compensare adeguatamente gli aumenti intervenuti in fase di avanzamento dei lavori». «Non ci bastano - sottolinea - le misure varate finora in modo surrettizio e figurativo; ed è anche necessaria una proroga dei termini del Superbonus 110%: in queste condizioni di difficoltà sarà impossibile completare entro il prossimo mese di giugno il 30% dei lavori nel caso di villette ed edifici unifamiliari». «Bisogna aiutare le imprese ad affrontare i maggiori costi – conclude -. Il mercato peggiora di giorno in giorno, ormai è fuori controllo. Per questo occorre che le stazioni appaltanti applichino un adeguamento automatico dei prezzi delle forniture e dei materiali ai valori correnti di mercato».

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