Urbanistica

«Proroga dei bonus edilizi, imoerativo mettere fine al caos: cittadini e imprese hanno bisogno di certezze»

di Edoardo Bianchi (*)

INTERVENTO. Inimmaginabile non avere garanzie su tempi e modalità di fruizione di incentivi che hanno rilanciato la riqualificazione

Vi è una misura, quella relativa ai bonus edilizi, che negli ultimi mesi ha funzionato ed ha permesso l'avvio di diversi interventi di riqualificazione edilizia. Nel panorama italiano è un unicum, e di questo va dato onestamente atto a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che si sono battute per un potenziamento dell'istituto ed al suo ideatore in primis l'onorevole Riccardo Fraccaro.

Dopo una iniziale difficoltà di decollo anche i condomini, ora, sono entrati in azione con l'avvio di importanti interventi finalizzati a rendere meno energivori gli edifici più popolati.Ricordiamo sempre che il 36% dell'inquinamento ed il 40% del consumo delle materie prime è riconducibile al patrimonio edilizio.Ebbene, nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una miriade di innovazioni, più o meno abortite, sul tema dei bonus (50/90/110) che hanno determinato confusione e caos non solo tra gli operatori ma soprattutto nei condomini dove non era più chiaro cosa fosse corretto e possibile mettere in cantiere, cosa avrebbe potuto essere lecito fino alla mezzanotte del 2021 e cosa/come sarebbe stato possibile realizzare nei prossimi anni.

Come Ance, oltre alla consapevolezza che il sistema bonus non potesse avere validità in saecula saeculorum, abbiamo sempre invocato la necessità di alcuni interventi migliorativi che avrebbero dovuto plasmare in maniera diversa la fruizione dei vari bonus.Due su tutte sono le proposte di Ance:

a) prezzari di riferimento (come nel 110) per tutti i bonus;
b) imprese qualificate per eseguire i lavori.

Quello a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane non è all'altezza di un Paese civile. Non vi è certezza su nulla, sia con riferimento ai tempi di fruizione dei bonus che alla loro percentuale che, infine, alle modalità (sconto in fattura o meno) di utilizzo. Tutti "particolari" essenziali per decretare la attivazione o meno dell'intervento di riqualificazione.Con rammarico osserviamo che uno tra i pochi strumenti (forse l'unico) che ha fatto aprire i cantieri ha subito maltrattamenti di ogni tipo, mentre gli intoppi (ad esempio) che non hanno consentito la spendita dei Fondi di coesione e sviluppo del periodo 2007/2013 utilizzati al 60%, oppure quelli del periodo 2014/2020 utilizzati al 10% non sono stati rimossi.Ha un senso tutto questo?

Sul Sole 24 Ore del 12 novembre, acutamente, Giorgio Gavelli ricordava le difficoltà applicative del superbonus che la proroga non chiariva circa il termine utile per gli interventi trainati attratti al 110 all'interno di unità condominiali. È di poco conto?

Da ultimo le previsioni in materia di bonus edilizi del recente «Dl antitruffa» condivisibili nel merito e forse financo tardive, non individuando uno spartiacque temporale hanno di fatto bloccato nuovamente un segmento importante del mercato. Rammentiamo che sovente, ad esempio, la attivazione del bonus 110 comporta anche una quota parte di bonus 50 e bonus 90 di lavori da eseguire.Un condominio che ha già da tempo firmato un contratto per il "bonus 90" ed ha iniziato da poco i lavori (esempio diffusissimo con i ponteggi e la manodopera che scarseggiano) a quali regole deve fare riferimento? Un condominio che ha già da tempo iniziato i lavori contabilizzando i primi Sal, ora in occasione del Sal finale a quali regole deve fare riferimento? Queste indicazioni sono essenziali, diremmo vitali, per una misura (il bonus 90) che dal prossimo anno sconterà, per chi volesse attivarlo, una percentuale di sconto diversa. Come è possibile non comprendere che vi è un mondo reale che lavora tutti i giorni che non può attendere i tempi di chi non ha scadenze da ottemperare ogni fine mese.

Nei giorni scorsi anche Roberto Antonelli nella qualità di presidente della Accademia dei Lincei ha ricordato che «… l'unica strada per salvare il mondo della ricerca italiana è avere più fondi e soprattutto averli con continuità …». Lo ribadiamo, servono norme certe e durature per poter attivare qualsiasi circolo virtuoso; quello a cui abbiamo assistito, ed assistiamo tuttora nel campo dei bonus edilizi, non va certo in questa direzione: il nuovo corso, tanto sbandierato, non è certo ancora iniziato! L'impiego di risorse pubbliche risulta quindi caratterizzato, rimanendo ai due esempi più attuali e di interesse, nel campo dei bonus edilizi da una ondivaga anarchia normativa e nel campo delle infrastrutture da una totale assenza di trasparenza vista la denegata pubblicità nella procedura negoziata che, nel Pnrr, è diventata la procedura standard per la selezione delle imprese da invitare a formulare offerta.

Si parla tanto di mercato (quale?) e di regole (quali?) ma temiamo che solo l'Ance individui questi due principi come bussola del proprio agire e stella polare su cui non è possibile fare mediazioni, soprattutto se al ribasso.

(*) Vicepresidente Ance con delega alle opere pubbliche

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