Progettazione

Engineering, si riduce il made in Italy nel mercato mondiale

Nella Top 225 di Enr le società italiane scendono da 12 a 11. Primato mantenuto da Maire Tecnimont al 33° posto (ma perde 3 posizioni e il 30% del fatturato internazionale)

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di Aldo Norsa e Stefano Vecchiarino

La rivista statunitense Enr – Engineering News-Record ha appena pubblicato l’annuale classifica delle Top 225 International Design Firms, delineando come di consueto un esaustivo quadro dell’offerta mondiale di servizi di progettazione (architettura e ingegneria). Dopo il calo del giro d’affari internazionale del 2020 (meno 7,1%) nel 2021 non si registra l’auspicato rimbalzo con una crescita limitata allo 0,8% da 67,1 a 67,6 miliardi di dollari per le ben note incertezze nella congiuntura degli scambi mondiali. Se i trasporti si confermano il settore trainante a livello internazionale (27,7% del fatturato totale), l’edilizia (19,1%) sopravanza l’oil & gas che sconta un forte calo (da 18,3 a 13,6%) perdendo oltre 3 miliardi di fatturato rispetto al 2020. A livello geografico invece Europa, Usa e Asia si confermano i mercati più attrattivi per i servizi di progettazione (rispettivamente 31,2, 19,6% e 15,7%).

A livello di sistema Paese l’Italia si conferma ancora una volta ben rappresentata nonostante le società si riducano da 12 a 11 (solo Usa e Cina vantano più presenze in classifica), ma anche nel 2021 balza all’occhio come i nostri campioni risultino sottodimensionati rispetto ai big mondiali: riescono infatti ad aggregare solo 904,1 milioni di dollari (contro il miliardo del 2020 e gli 1,1 miliardi del 2019) che valgono loro una quota mondiale del 1,3% (1,5% nel 2020) che relega il nostro Paese al decimo posto superato anche dal Giappone ma seguito da due realtà dell’importanza di Corea del Sud e Germania.

Anche quest’anno guidano la classifica gli Usa (23,2%) seguiti da Canada (18,1%), Paesi Bassi (8,4%) e Australia (8,3%) superano invece Gran Bretagna (8 %), Cina (6,7 %), Francia (3,4 %) e Spagna (1,7%).  

I leader mondiali e gli italiani
La classifica su dati 2021 delle Top 225 International Design Firms conferma il podio dell’edizione precedente guidato dal gruppo canadese Wsp, che continua a crescere con l’acquisto della divisione "Environment and Infrastructure" del gruppo britannico Wood (settimo in classifica) dopo l’operazione che ha interessato il connazionale Golder (e inserisce tra l’altro l’Italia tra i Paesi target nel suo piano industriale), seguito al secondo e terzo posto dall’australiano Worley e lo statunitense Aecom. L’olandese Arcadis, passato da 5° a 4°, si conferma il primo gruppo europeo (ma sta disinvestendo in Italia).

Per arrivare alla prima design firm italiana bisogna scendere fino alla 33° posizione occupata da Maire Tecnimont (società di epc qui considerata nella sua sola attività di ingegneria) che perde tre posizioni rispetto alle scorse due edizioni scontando un calo del 30,1% del fatturato internazionale che la fa sparire dalla top 10 dei gruppi più presenti in Africa, ma non le impedisce di salire dal 6° al 5° posto nell’oil & gas. Peraltro l'Africa è sempre il mercato di riferimento per la progettazione italiana, con una quota del 4,4% (in calo rispetto al 5,3% del 2020) che ci pone al settimo posto tra gli esportatori in quest'area.

Ancora più lontane dal vertice sono le altre dieci società italiane (tutte di ingegneria pura): Rina Consulting alla sua terza presenza nella classifica guadagna una posizione salendo al 57° posto nonostante il lieve calo di fatturato internazionale (meno 3,2 %), Italconsult scala a sua volta dalla 68° alla 67° posizione, DBA Group e Proger tornano in classifica posizionandosi (dopo un’assenza di uno e due anni) al 113° e 114° posto,   Ird Engineering sale da 130° a 128°, Italferr e Manens-Tifs scendono in 144° e 145° posizione (rispettivamente da 142° e 138°), F&M Ingegneria fa un balzo di 50 posizioni ponendosi al 149° posto, Technital (169°) guadagna 16 posizioni mentre 3TI Progetti (204°) ne perde 23.

Rispetto alla classifica pubblicata nel 2021 non sono più presenti Geodata, fatta fallire in maggio da Power China (15° al mondo), Systra SWS, oggi parte dell’omonimo gruppo francese (47° in classifica) e Politecnica che aveva esordito lo scorso anno. Le assenze significative però sono ben più numerose: a partire dal colosso dell’epc Saipem (la cui ingegneria ereditata da Snamprogetti resta importante) seguito da società di ingegneria pura quali Enereco, Studio Pietrangeli, Techfem; si nota inoltre la completa assenza di nomi prestigiosi dell’architettura quali ACPV Architects, Fuksas Architecture, Marco Casamonti Architects/Archea, MC A, RPBW.

Interessante è infine notare come siano numerosi (24) i gruppi internazionali in classifica (sia di sola progettazione che con attività epc aggiuntive) stabilmente presenti in Italia tramite società controllate. In ordine di fatturato internazionale si trovano infatti: Wsp, Aecom, Arcadis, Jacobs, Wood (che nel 2017 aveva acquistato Amec Foster Wheeler), Stantec (che nel 2016 aveva acquistato Mwh), Dar (che in Italia controlla Maffeis Engineering), Ramboll, Arup, Fugro, Mott MacDonald, Afry, Systra, Tractebel, Artelia, Exyte, Samsung Engineering, Fichtner, Jensen Hughes, Populous, Jgc, Lombardi, Deerns e Pini Group.

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