Imprese

Il Pnrr avanza ma i bandi di lavori calano: a novembre -18,5% rispetto all'anno prima

Bianchi (Ance): «Le imprese pagano il conto della mancata trasparenza». Comuni, cresce la spesa in conto capitale

di Massimo Frontera

Mentre il ciclopico piano di investimenti finanziato con i fondi ordinari e comunitari, del Pnrr e del Fondo complementare continua la marcia - il ministro delle Infrastrutture Giovannini non perde occasione per assicurare che il piano è in linea con i tempi - i bandi di lavori diminuiscono. Lo dice l'Ance nell'ultima nota flash di dicembre, a cura dell'ufficio studi, in cui riunisce in unico "cruscotto" gli indicatori economici di interesse delle costruzioni e dell'edilizia. Si tratta più che altro della conferma di una tendenza già emersa già nelle settimane scorse.

Nel mese di novembre 2021, dice la nota, sono stati pubblicati circa 1.600 bandi di gara per un importo di 2,3 miliardi di euro, pari a un calo tendenziale del 18,5% in numero e a un vero e proprio crollo del 73,4% in termini di valori. Attenzione, però. Il calo di valori è in larga parte un effetto statistico, da imputare al valore record di 8,6 miliardi di euro mandato in gara nel novembre 2020 («più del quadruplo dell'importo mensile che, mediamente, nel triennio 2017-2019, si è registrato a novembre, poco più di 2 miliardi»). Valore record che - ricorda l'Ance - è stato registrato subito dopo l'approvazione, a ottobre 2020, degli aggiornamenti dei contratti di programma 2018-2019 di Anas e Rfi («dopo 15 mesi dall'approvazione del Cipe e a quasi tre anni dallo stanziamento delle prime risorse disponibili, riferite al 2018»).

Ne è appunto risultata la "fiammata" di bandi pubblicati a fine 2020. Se non si tiene conto di questa "onda anomala", il risultato di novembre 2021 diventa positivo, «registrando una contenuta crescita». Peraltro, la firma, proprio a novembre di quest'anno, dell'aggiornamento 2020-2021 del Contratto di programma di Mims-Rfi alimenta le aspettative di una «immissione sul mercato di gare di importo consistente nei prossimi mesi». Considerando l'intero periodo gennaio-novembre 2021, il trend dei bandi registra un calo pari a -3,6% in numero e a -24,1% in valore. Vale anche la pena di ricordare che il dato risente della possibilità che oggi le stazioni appaltanti hanno di affidare i lavori con procedura negoziata a inviti senza a pubblicazione del bando.

«I dati - interviene il vicepresidente dell'Ance Edoardo Bianchi - dimostrano quello che Ance ha sempre denunciato ossia la mancanza di trasparenza e conoscibilità nei bandi di gara. In tutti i provvedimenti semplificativi sulle opere pubbliche degli ultimi anni si è scelto di accanirsi sulla fase della gara quando in realtà i principali problemi e le lungaggini si verificano prima, a monte, nella fase autorizzativa». «Inoltre, il deficit di trasparenza - aggiunge Bianchi - insieme al gigantismo dei lotti sta determinando una barriera che finisce per escludere la partecipazione delle medie e piccole imprese dal Pnrr mettendone a rischio la completa realizzazione».

Peraltro, in attesa di dati sul periodo ottobre-novembre, finora gli investimenti degli enti locali hanno fatto segnare incrementi. La spesa in conto capitale dei comuni italiani, segnala sempre l'Ance, registra nel terzo trimestre del 2021 un incremento di ben il 30%, «confermando il trend positivo dei due trimestri precedenti». Nell'intero periodo giugno-settembre gli investimenti dei comuni sono cresciuti del 26%, rispetto allo stesso periodo dell'anno prima.

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