Amministratori

Taranto, via al piano da 300 milioni su trasporti e mobilità sostenibile

di Domenico Palmiotti

L’intervento più consistente è per 260 milioni su linee di bus elettrici lungo la città

Trecento milioni di investimenti a Taranto nei trasporti e nella mobilità sostenibile attraverso il Comune e Rete Ferroviaria Italiana (per quest’ultima relativi alla sola stazione).

Appena reinsediato un mese fa dopo le elezioni di metà giugno, il sindaco Rinaldo Melucci ha riaperto una serie di dossier relativi al rilancio della città. Melucci ha fatto il punto con Giuseppe Catalano, al vertice della struttura di missione del Mims per le infrastrutture, ed è partito da quelli che riguardano il miglioramento dei collegamenti e dell’accessibilità. Si tratta di investimenti in massima parte finanziati dal Pnrr come le linee Brt, Bus Rapid Transit, linee elettriche veloci, per circa 260 milioni, o la completa ristrutturazione della stazione ferroviaria per altri 25 milioni a cura di Rfi. A questi interventi si aggiunge l’acquisto di 58 nuovi bus per altri 20 milioni che andranno a potenziare il parco mezzi dell'azienda della mobilità. Che nel 2021 si era dotata di altri 24 nuovi bus.

«Abbiamo chiamato “Ecosistema Taranto” già il nostro programma amministrativo precedente – spiega il sindaco Rinaldo Melucci – perché mettiamo la sostenibilità al centro delle nostre politiche da cui poi discendono scelte ed azioni».

Le linee bus elettriche veloci, con percorsi dedicati, saranno due (“blu” rione Tamburi-Talsano e “rossa” quartiere Paolo VI-Cimino) e si svilupperanno per 50 chilometri. Sono pronti i progetti definitivi e si è appena aperta la conferenza dei servizi che si chiuderà il 27 settembre.

«In questa fase – spiega Mattia Giorno, assessore ai Lavori pubblici – si raccoglieranno pareri e osservazioni di enti ed amministrazioni competenti sulle Brt e si aggiorneranno i progetti definitivi. Ci sarà un verificatore esterno che avrà il compito di accertare la rispondenza dei progetti con gli aggiornamenti scaturiti dalle indicazioni della conferenza dei servizi e del Mims». Dopo la progettazione definitiva «andremo a quella esecutiva – aggiunge Giorno – e puntiamo a un appalto integrato che metta insieme questa progettazione, direzione lavori, mezzi, cantieri e realizzazione dell’opera. Lanceremo una gara europea. Cassa Depositi e Prestiti, con cui il Comune ha siglato un accordo per la consulenza tecnico-finanziaria e l’attuazione delle misure del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, ci sta aiutando a scrivere il bando. Il timing che ci siamo dati prevede la gara a fine anno e l’avvio dei cantieri a fine 2023». «Vogliamo essere pronti con quest’opera per il 2026, quando a Taranto si disputerà la ventesima edizione dei Giochi Del Mediterraneo per la quale sono in programma altri corposi investimenti nell’impiantistica sportiva» aggiunge Melucci.

Per la prima delle due linee Brt, la “blu”, 130 milioni sono stati assegnati nel 2020 con il decreto “Rilancio”. Gli ulteriori fondi, circa 134 milioni, li ha invece attribuiti il Mims con un decreto a valere sul Pnrr.

La ristrutturazione della stazione, che vede la cooperazione di Rfi e Comune, si svilupperà nell'arco di quattro anni e prevede un completo restyling delle aree interne ed esterne, nuovi servizi, miglioramento dell'accessibilità e della fruizione, connessione della stazione con le Brt, le piste ciclabili per 15 chilometri e la mobilità extraurbana. I 25 milioni dell'intervento arrivano dal Pnrr alla voce “Hub urbani del Sud per lo sviluppo della mobilità sostenibile”. «Anche questo progetto della stazione – commenta il sindaco Melucci – rappresenta una transizione concreta per migliorare l’immagine della città in proiezione 2026 e la qualità della vita dei cittadini». Per i 58 nuovi bus, infine, «per i 5 elettrici il contratto è già stato firmato mentre è in fase di firma per i restanti 53 ibridi», spiega Giorno.

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