Appalti

Durc, se nel diniego Inps c'era un errore, è possibile chiedere l'annullamento del «No»

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di Mauro Pizzin

Di fronte a elementi certi, che confermino l’errore commesso dall’Inps, potrà essere chiesto l’annullamento di un Durc negativo già emesso, con una richiesta alla Direzione centrale e grazie a una nuova procedura di cui disporranno le sede territoriali dell’Istituto. È, questa, una delle principali novità decise durante un tavolo tecnico tenutosi tra i rappresentanti dell’istituto di previdenza e quelli del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro (Cno). «Le nostre iniziative sono mirate alla massima semplificazione dei flussi e delle procedure amministrative – commenta Marina Calderone, presidente del Cno - . In tal senso è necessario individuare procedure telematiche efficaci, che non ribaltino sui nostri studi disservizi e malfunzionamenti».

Per quanto concerne il documento unico di regolarità contributiva, la futura procedura sarà più veloce rispetto a quella per il rifacimento di un nuovo Durc, con vantaggi sia per gli intermediari, sia per le imprese, così come sarà destinata ad avere ricadute pratiche positive anche l’implementazione della procedura di verifica amministrativa (“Vera”)per la richiesta Durc preventiva, la quale - partendo dal presupposto che il documento unico è valido per 120 giorni dal rilascio - ha l’obiettivo di evitare che ci siano soluzioni di continuità tra un Durc e l’altro.

Durante il tavolo si è parlato anche dei cosiddetti “semafori” per la valutazione della regolarità contributiva ed è stata confermata la loro abolizione. In cambio, l’Inps introdurrà la Dichiarazione preventiva delle agevolazioni (Dpa), che avrà la stessa funzionalità del Durc online e verrà attivata mediante un link nel cassetto previdenziale. Ottenuto il via libera, l’operazione andrà ripetuta ogni quattro mesi; la sua mancata esecuzione, tuttavia, non bloccherà l’invio dell’Uniemens.

Altre novità emerse nell’incontro sono state, invece, meno gradite dai consulenti del lavoro. In materia dei gestione degli assegni familiari, in particolare, dopo numerosi casi di corresponsione indebita degli arretrati, l’Inps ha annunciato che rivedrà le modalità di richiesta degli stessi. In attesa del nuovo sistema, l’Istituto ha chiarito che verrà richiesto il reinvio dei flussi Uniemens relativi al periodo di competenza degli arretrati, indipendentemente dal loro valore: una scelta che comporterà un aggravio degli adempimenti per gli intermediari.

In materia di regolarizzazioni spontanee per il ritardato o mancato pagamento dei contributi tramite ravvedimento operoso, ancora, è stata respinta al mittente la richiesta dei professionisti di effettuare il pagamento mediante una richiesta di dilazione del dovuto entro i trenta giorni previsti dall’invio della denuncia. Secondo l’Inps, infatti, la norma impone il pagamento in un’unica soluzione, mentre la dilazione sarebbe una “intenzione” di pagamento. Sul punto, comunque, il Consiglio nazionale è intenzionato a interpellare il ministero del Lavoro, ritenendo che sia possibile una soluzione più favorevole alle aziende.

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