Amministratori

Dall'Università di Trieste un decalogo per ripensare la Pa italiana

Un manifesto che spinga alla riflessione, una proposta aperta a nuovi stimoli e osservazioni

di Andrea Crismani

Per rinnovare la Pa e contribuire alla qualità della vita sociale, così come alla competitività dell'economia del Paese e al suo sviluppo è necessario dotarsi di nuove figure professionali con competenze sia trasversali sia verticali, legate alle nuove sfide che il Paese affronterà nei prossimi decenni.

Ci si rende conto che, nonostante le varie riforme che negli anni l'hanno caratterizzata, la Pubblica amministrazione ha perso credibilità e attrattività; nel tempo e in molti è cresciuta la considerazione della Pa «solo come posto sicuro» e non come opportunità di servizio di qualità per la collettività, di crescita professionale e di carriera per il dipendente pubblico.

È tempo di ripensare i profili professionali per una Pubblica amministrazione evoluta. Le logiche che ancora oggi sono alla base del reclutamento del dipendente pubblico non sempre consentono di valorizzare le competenze tecniche ed esperienziali della persona e spesso il meccanismo del concorso è percepito come ostacolo alla scelta dei migliori.

Trovare il metodo ottimale per reclutare i migliori rappresenta una sfida importante che deve trovare pronta soluzione; il reclutamento, pur non essendo l'obiettivo finale, è lo strumento indispensabile per assicurare il buon funzionamento della macchina amministrativa.

Dal recente dibattito organizzato dall'Università degli Studi di Trieste alla presenza di illustri relatori del mondo politico, istituzionale, accademico e professionale è nato il Decalogo per ripensare i profili professionali per una Pa evoluta ed eliminare gli stereotipi valorizzando la formazione.

Il decalogo vuole essere un manifesto che spinge la riflessione su un terreno molto percorso (quello delle riforme), ma sostanzialmente poco concretizzato e si presenta come una proposta aperta a nuovi stimoli e osservazioni da parte di tutta la Pa. Semplificazione, digitalizzazione, buon andamento, imparzialità, merito, competitività, specializzazione, certezza, speditezza, trasparenza, etica e legalità sono i principi ispiratori che stanno alla base del reclutamento: la vera sfida è trovare un giusto bilanciamento e coordinamento tra quei principi.

È necessario pertanto dotarsi di un'infrastruttura del reclutamento inserita in una Pa inclusiva nella quale il meccanismo del concorso è uno degli elementi costitutivi, che si inserisce in un contesto molto più ampio e trasversale e precisamente:
• Pianificare e programmare i bisogni professionali e formativi della Pa
• Attuare la trasformazione digitale e la reingegnerizzazione delle procedure
• Progettare i profili
• Selezionare le competenze attraverso il modello dell'assessment
• Valorizzare i dottorati di ricerca
• Preservare la conoscenza delle procedure e dei processi interni alla Pa
• Riportare al centro della PA l'importanza del capitale umano
• Favorire politiche di avvicinamento alla sfera lavorativa della Pa
• Valorizzare le competenze dei lavoratori e costruire un sistema di benefit collegati alla responsabilità e all'autonomia del lavoratore nel perseguire incarichi e attività
• Investire la dirigenza di ruoli efficaci per il cambiamento
• Applicare nuove logiche di formazione
• Privilegiare l'accrescimento e l'autostima di chi lavora, ponendo attenzione all'eterogeneità delle singole Amministrazioni secondo le relative missioni
• Sperimentare,

Scopo del Decalogo è favorire un'interlocuzione tra l'ambito politico, economico, sociale, giuridico, amministrativo-organizzativo, educazionale e di formazione.

La trasferibilità delle pratiche e la replicabilità dei virtuosismi amministrativi deve essere agevolata e praticata. In tale contesto realizzare piccoli incubatori esperienziali per testare diverse strategie di reclutamento.

Si propone di creare una sandbox diffusa di sperimentazione e condividere poi le pratiche attraverso tavoli di confronto e reti inclusive dei livelli delle varie Amministrazioni nonché tra le Amministrazioni.

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