Appalti

Ddl Appalti: nella delega torna la clausola sociale, da ridurre i livelli di progettazione

Anche il rafforzamento del ruolo dell'Anac tra gli emendamenti approvati dalla commissione Ambiente della Camera al testo con i criteri della riforma

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di Mauro Salerno

Torna l'obbligo di clausole sociali negli appalti pubblici soprattutto per proteggere chi deve garantire i servizi, come i lavoratori delle pulizie, delle mense, o gli addetti alla vigilanza. Fa uno sprint alla Camera un altro dei provvedimenti chiave per il Pnrr all'esame del Parlamento: la commissione Ambiente ha infatti concluso l'esame degli emendamenti alla delega al Governo in materia di contratti pubblici e non è escluso che il testo possa approdare in Aula prima della data prevista, il 30 maggio, per poi concludere l'iter a stretto giro al Senato.

Il ritorno della clausola sociale
Tra le novità più importanti c'è la reintroduzione dell'obbligo, a cui il Senato nelle scorse settimane aveva affiancato la facoltà, di inserire le clausole sociali nei bandi di gara. «Il lavoro buono è anche questo: tutele per lavoratrici e lavoratori nei cambi appalto», dice il ministro del Lavoro Andrea Orlando, commentando la "correzione" spinta soprattutto da Pd e Leu (nonché dai sindacati, Cgil e Cisl in testa) ma condivisa praticamente da tutti i gruppi.

La norma prevede che siano indicati, «come requisiti necessari o premiali dell'offerta», una lunga serie di criteri orientati, fra l'altro, a promuovere la stabilità occupazionale, a garantire l'applicazione dei contratti collettivi nazionali e territoriali di settore, a incentivare le pari opportunità generazionali e di genere nonché l'inclusione lavorativa dei disabili. Le clausole sociali ora si estendono anche alle persone in condizione di svantaggio o disagio socio-economico. Tutte soluzioni pensate per far rispettare certi standard che spesso gli stessi sindacati faticano a fare osservare, anche in casi di appalti con committenti pubblici.

Per compeltezza di informazione va anche detto che l'obbligo di clausola sociale non deve essere interpretato come vincolo alla riassunzione di tutto il personale uscente da parte del nuovo titolare dell'appalto. Sul punto sono intervenuti più volte i giudici amministrativi e anche l'Anac (in qualità di Autorità vigilante sul mercato) chiarendo che, in caso di cambio di appalto, la clausola sociale non può comportare l'obbligo di riassorbimento di tutto il personale uscente in quanto deve essere contemperata con il principio di libertà di organizzazione dell'impresa.

Livelli di progettazione da ridurre e no prestazioni gratuite
Forza Italia rivendica la «semplificazione delle fasi a monte dei lavori pubblici», con la riduzione dei livelli di progettazione rispetto ai tre attuali. «In questo modo favoriremo lo sblocco dei cantieri del Pnrr e dei lavori pubblici in generale, avendo, inoltre, sempre certezza sulla qualità dei progetti», dice la deputata Erica Mazzetti. Altra aggiunta inserita alla Camera è l'alt ai bandi con richiesta di prestazioni professionali gratuite «salvo che in casi eccezionali e previa adeguata motivazione». Inoltre, sul fronte dell'appalto integrato resta l'indicazione a individuare con precisione i casi in cui le stazioni appaltanti potranno ricorrere all'affidamento congiunto di progettazione e lavori. Ora però viene specificato che deve essere comunque garantito «il possesso della necessaria qualificazione per la redazione dei progetti nonché l'obbligo di indicare nei documenti di gara o negli inviti delle modalità per la corresponsione diretta da parte della stazione appaltante al progettista o della quota del compenso corrispondente agli oneri di progettazione indicati espressamente in sede di offerta dall'operatore economico, al netto del ribasso d'asta».

Autorità Anticorruzione da rafforzare
Tra le novità dell'ultima'ora spunta anche l'invito al Governo a rafforzare le competenze dell'Autorità Anticorruzione. Il nuovo criterio dovranno tenere conto gli estensoriu del nuovo codice appalti spinge verso la «revisione delle competenze dell'Autorità nazionale anticorruzione in materia di contratti pubblici, al fine di rafforzarne le funzioni di vigilanza sul settore e di supporto alle stazioni appaltanti».

Revisione prezzi, forniture e regolamento
A proposito dell'obbligo per le stazioni appaltanti di inserire nei bandi un regime obbligatorio di revisione dei prezzi, fra le cause che possono determinare questi incrementi vengono inseriti, con gli emendamenti approvati, anche i rinnovi dei contratti collettivi. Con modifiche pensate per gli enti non profit, si prevede poi che la semplificazione delle procedure sia estesa anche all'innovazione sociale e che si possano riservare quote di affidamenti agli operatori economici che hanno come principale obiettivo l'inserimento sociale e lavorativo delle persone con disabilità o svantaggiate. Fra i criteri della delega, nel testo originario si prevedeva la promozione del ricorso a forniture da Paesi terzi fino a metà del valore totale dei prodotti. Ora, come spiegano dal M5S, con un loro emendamento viene specificato che le forniture non potranno provenire da Paesi che non rispettano i diritti dei lavoratori e standard ambientali. I Cinque Stelle si sono ritrovati invece isolati nella battaglia, «nel nome della separazione dei poteri», contro la previsione che sia il Consiglio di Stato a scrivere i decreti legislativi, rimasta quindi immutata.

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