Progettazione

Ddl architettura, Cnappc: concorso unico strumento per selezionare progetti validi

Audizione in Senato degli architetti. Crusi: «Sbagliato escludere categorie professionali, bisogna tutelare il valore culturale dell’architettura»

di El. & E.

«Larchitettura di qualità è un diritto dei cittadini. Per questo motivo è di fondamentale importanza che il nostro Paese si doti finalmente di una Legge per l’Architettura che non è favore degli Architetti, ma è una necessità per l’intera società. Il tema non è definire regole o paradigmi, o escludere categorie professionali, ma tutelare il valore culturale stesso dell’architettura che produce effetti positivi nella quotidianità di ciascun individuo, in quella delle comunità e nel welfare urbano». Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale degli architetti Massimo Crusi, ascoltato dalla Settima commissione del Senato impegnata nella discussione sui disegni di Legge AS 1112 e AS 1711 che prevedono misure per la promozione e la valorizzazione dell’architettura.

«Per ottenere il massimo della qualità delle opere la Legge sull’Architettura - ha sottolineato Crusi - è indispensabile e l’Italia e uno dei pochi paesi in Europa ad essersene ancora sprovvisto». «Il concorso di progettazione - ha sottolineato - è e rimane l’unico strumento in grado di selezionare progetti di architettura coerenti con le necessità sociali, economiche e formali di ogni opera, nel rispetto del territorio, dell’ambiente e del paesaggio. Non garantisce solo il diritto di ogni cittadino a poter fruire di opere belle, sicure e funzionali, ma offre anche ai giovani professionisti la possibilità di partecipare ad una selezione meritocratica basata sul progetto e non sul curriculum del professionista, valorizzando la multidisciplinarietà professionale». Crusi risponde così al presidente degli ingegneri Angelo Domenico Perrini che - sempre davanti alla stessa commissione di Palazzo Madama - aveva contestato l’obbligatorietà di utilizzare il concorso di progettazione nelle opere pubbliche, secondo l’impostazione dei Ddl.

«Il Ddl 1112 auspica una deroga al Codice mentre il 1711 non prevede alcuna modifica - ha poi segnalato la vicepresidente del Consiglio nazionale degli architetti Alessandra Ferrari - con il rischio che questa incongruità generi una ulteriore contrazione del numero dei concorsi». Ha poi ribadito la positività di un coordinamento delle politiche o linee guida sulla qualità architettonica e urbana e l’impegno del Cnappc a dare supporto alla Commissione. «Le scelte politico-strategiche che riguardano l’architettura, così come il paesaggio - ha aggiunto - intervengono nello sviluppo del Paese e producono ricadute positive sul benessere della società e sulle generazioni future. Ecco perché è importante il riconoscimento - attraverso l’approvazione di una Legge - del valore di pubblico interesse dell’architettura e del paesaggio in quanto basilari nella definizione della qualità della vita urbana e per lo sviluppo sostenibile del Paese».

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