Urbanistica

Edifici della Pa: in sei anni concluso lo 0,12% del piano

di Gianni Trovati

In breve

La Corte dei conti pubblica la relazione sul programma di riqualificazione energetica degli immobili

L’aneddotica scoraggiante alla vigilia delle prime prove attuative del Pnrr si arricchisce ogni giorno. L’ultimo racconto arriva dalla Corte dei conti, nella relazione depositata venerdì che traccia il consuntivo del programma di riqualificazione energetica degli edifici della Pa centrale. Gli ingredienti della trama sono sempre gli stessi: ambiziosi obiettivi iniziali, e numeri che si sfarinano di passaggio in passaggio. Il programma in questione si è sviluppato, si fa per dire, fra il 2014 e il 2020. Stanziamento iniziale: 355 milioni. I ministeri e le altre Pa hanno presentato i loro progetti; l’esame di ammissibilità è stato superato da 230 interventi, per un valore totale di 315,8 milioni. Le convenzioni, primo passo operativo, si fermano a quota 162, e riguardano interventi per 200 milioni. Ma la partita vera si gioca dopo, con i contratti di esecuzione, e qui le cifre crollano: ne sono stati stipulati 25, per 10,7 milioni. Fuori dalla carta, poi, c’è la realtà, con le sue cifre ancora più sconfortanti: la conclusione dei lavori ha fin qui riguardato solo 3 progetti, che valgono in tutto 379.906 euro: lo 0,12% del programma. Qualche altro intervento è a metà strada, e la cifra erogata nel complesso non supera i 6,84 milioni. Balza agli occhi la differenza di ritmo con i fondi affidati direttamente agli enti locali. E, soprattutto, il fatto che, trasferendo questi tassi di realizzazione al Pnrr, si può tranquillamente archiviare ogni ipotesi di ripresa strutturale dell’economia.

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