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Ferrovie, Ferraris: su adeguamento prezzi andare incontro a filiera oppure le opere non partono

Nel piano industriale 2021-2031 del gruppo 190 miliardi di investimenti. Più sinergia con Anas e integrazione con Italferr

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di Massimo Frontera

Sul ciclopico programma di nuove infrastrutture ferroviarie che Rfi è chiamato a realizzare l'amministratore delegato del Gruppo, Luigi Ferraris riconosce la necessità di «andare incontro alla filiera altrimenti opere non partono». Il messaggio di disponibilità - dopo l'ultima clamorosa iniziativa dei costruttori, che hanno chiesto a Rfi di ritirare due bandi per un miliardo di euro in Sicilia a causa dei prezzi inadeguati - è arrivato nell'attesa conferenza stampa in cui è stato alzato il velo sul piano industriale del Gruppo Ferrovie. Un piano industriale denso di novità, sia per l'inedito volume di investimenti promesso, sia per il nuovo assetto nella gestione della società, in cui sono stati individuati e definiti quattro "poli" che rappresentano altrettante direttrici di sviluppo del business, di nuove alleanze e partnership, di gestione degli asset. Ma soprattutto di investimenti: «nei prossimi 10 anni Ferrovie dello Stato punta a investire 190 miliardi di euro e assumere 40mila persone», ha detto Ferraris.

Dinamica dei prezzi: soluzione vicina
Sull'incremento dei prezzi l'amministratore delegato ha pronunciato parole importanti. Rispondendo a una domanda di un giornalista, Ferraris ha riconosciuto che «sulla dinamica dei prezzi di materiali, materie prime ed energia, che sta mettendo in grande difficoltà la filiera di cui noi ci serviamo per realizzare le grandi opere, sono state avviate da Rfi e da noi stessi interazioni con il governo per tenere conto dell'effetto prezzo; mi sembra che siamo vicini a una soluzione che consenta alla filiera di partecipare alle nostre gare e realizzare le opere». «Su questo - ha riferito - si sta facendo un grosso sforzo, l'ordine di grandezza degli incrementi di prezzo è impressionate: stiamo parlando del 30-35%». «Però - ha osservato - siamo in una fase di picco: dobbiamo capire cosa succederà nei prossimi mesi e anni: questo effetto prezzo potrebbe anche riassorbirsi non appena la catena logistica riparte e non appena le vicende geopolitiche trovano una stabilizzazione». Ferraris ha spiegato che, secondo Ferrovie, l'esplosione dei prezzi potrebbe essere un fenomeno transitorio e che pertanto gli extracosti attuale potrebbero essere recuperati nel corso della realizzazione delle opere che andranno a gara, attraverso il riadeguamento dei prezzi. Ma ad oggi, l'ad di Fs riconosce che il problema c'è tutto: «è chiaro che in questa fase però dobbiamo andare incontro alla filiera, altrimenti le opere non decollano».

Il piano industriale: 160 miliardi per infrastrutture
Il primo "polo" indicato dal Piano industriale riguarda le infrastrutture e farà capo a Rfi (con Anas, Italferr e Fse Infra). È questo polo a esprimere il maggior volume di investimenti: 110 miliardi nell'infrastruttura ferroviaria, a cura di Rfi, e 50 miliardi nelle infrastrutture stradali, a cura di Anas. Il grosso degli investimenti - ma anche delle 40mila assunzioni annunciate - si realizzerà negli anni 2024-2026, «quando gli investimenti supereranno i 20 miliardi all'anno». Gran parte delle risorse andrà al Mezzogiorno. «Il 60% degli investimenti - ha precisato l'ad - riguarda il Centro-Sud e prevalentemente il Sud». A questo proposito Ferraris ha ricordato i tre maggiori progetti infrastrutturali in progettazione e realizzazione, cioè il prolungamento dell'Alta velocità Salerno-Reggio Calabria, il potenziamento della dorsale Adriatica e infine la trasversale Napoli-Bari. Sia la Napoli-Bari che il primo lotto della Salerno-Reggio Calabria «si concluderanno entro la finestra di Piano», ha detto, assicurando che «entro il 2027 tra Napoli e Bari si viaggerà in due ore». Sotto il profilo della realizzazione e manutenzione delle infrastrutture, il piano prevede sia una progressiva integrazione tra Anas e Rfi, sia un maggior coinvolgimento di Italferr anche nei confronti di Anas. Ferraris ha tenuto a ricordare che la società di progettazione di Ferrovie, oltre ad avere competenze specifiche nelle infrastrutture, conta anche un elevato numero di addetti (3mila). Per rendere l'idea di quanto sia naturale la progressiva integrazione di questo società, Ferraris ha ricordato che al gruppo fanno capo «40mila tra ponti e viadotti» e che «10mila km di linee ferroviarie sono contigue alle strade statali».

Passeggeri: + 30% del trasporto, 46 nuovi treni Av
Il secondo polo del piano di sviluppo di Fs è dedicato al trasporto passeggeri e farà capo alla società Trenitalia (con BusItalia, Fse Pax e Netinera) con la mission principale di sviluppare «servizi multimodali per promuovere il trasporto collettivo». L'ad ha segnalato «l'aumento del 30% del trasporto passeggeri, da qua a fine piano», citando tra le priorità «la creazione di partnership nel trasporto pubblico locale su gomma» e «il collegamento di porti e aeroporti». Tra le priorità strategiche anche lo sviluppo dell'offerta turistica, per la quale Ferraris ha annunciato la prossima creazione di una business unit dedicata. Il piano prevede inoltre lo sviluppo di una «piattaforma per pianificare, prenotare e pagare più servizi di mobilità». In questo settore il gruppo prevede di investire complessivamente 15 miliardi di euro nell'arco del 2022-2031. Per quanto riguarda il trasporto su ferro il gruppo incrementerà la flotta con 46 nuovi treni ad alta velocità, 34 treni Intercity e 495 treni regionali. Il piano prevede inoltre il potenziamento del trasporto su gomma con l'acquisto di 4.660 autobus di cui 2.462 ad alimentazione elettrica e 763 ad alimentazione ibrida.

Merci: raddoppio della quota di mercato di Fs
Il terzo polo del piano industriale è dedicato alla logistica e al trasporto delle merci e farà capo alla società Mercitalia Logistics (con Mercitalia Rail, Mercitalia Intermodal e Tx Logistics). «Nel settore merci e logistica Ferrovie dovrà diventare un operatore di sistema», ha indicato Ferraris. Sono previste «partnership con grandi imprese nel settore logistico» e lo «sviluppo di collegamenti di primo e ultimo miglio, anche portuali». Per potenziare la logistica Fs conta di investire circa 2,5 miliardi di euro tra nuovo materiale rotabile, realizzazione di terminali multimodali e interventi in interporti e piattaforme logistiche. «Ci siamo dato l'obiettivo di raddoppiare i volumi di merci trasportate su rotaia», ha detto Ferraris, spiegando che «in Italia la quota di merci trasportate su rotaia è pari all'11 %. Di questo 11% Ferrovie ha un 50%, quindi metà della quota di mercato. Noi pensiamo di raddoppiare la nostra quota; e quindi di avere un 10% sul totale, immaginando e auspicando che poi il sistema si muova nella direzione di almeno raddoppiare la componente di merci su rotaia». Su questo Ferraris ha detto che è necessario «ridefinire la regolazione per favorire - o comunque non penalizzare - il trasporto su rotaia, incentivando soprattutto il trasporto multimodale, cioè favorendo l'offerta integrata rotaia-gomma». In questo senso, ha detto che sono determinati gli investimenti nei terminali multimodali, aggiungendo che «stiamo sviluppando una partnership per realizzare terminali multimodali in Italia con l'operatore svizzero Hupac».

Rigenerazione urbana di 24 milioni di mq
Il quarto e ultimo capitolo del Piano industriale Fs configura un "Polo urbano" e prevede investimenti per la gestione e valorizzazione degli asset immobiliari del gruppo contribuendo alla «riqualificazione delle città» . Il polo farà capo alla società Sistemi Urbani (con le società Metropark, Gs Immobiliare e Crew). L'attività, ha spiegato Ferraris, sarà tesa a «riqualificare i tessuti cittadini, instaurare partnership per la realizzazione e gestione degli asset». «L'investimento previsto è di un miliardo e mezzo di euro, con l'obiettivo di rigenerare circa 24 milioni di metri quadrati», ha detto Ferraris. Nel corso del periodo 2022-2031 si realizzerà la gestione integrata dei parcheggi del gruppo, che «passeranno da 84 a 250 nell'arco di piano, arrivando a gestire 20mila posti auto in più, con una crescente presenza di punti di ricarica elettrica».

Ricavi a 18,1 mld nel 2025 con 2,6 miliardi di Ebitda
«Puntiamo a raggiungere 18,1 miliardi di ricavi di gruppo nel 2025 per andare oltre i 22 miliardi nel 2031, con un tasso di crescita media di più del 6%», ha infine detto l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato illustrando i principali dati economici previsti dal Piano. L'ad ha poi aggiunto di prevedere una «costante crescita della redditività con un tasso di crescita dell'Ebitda dell'7,5%». Più in dettaglio, rispetto ai 12,5 miliardi di ricavi del 2021, le slide mostrate da Ferraris indicano una crescita di fatturato prevista in 18,1 miliardi nel 2025 e in 22,5 miliardi nel 2031, con un tasso di crescita media del 6,3%. Analogamente, rispetto all'Ebitda di 1,9 miliardi riferiti al bilancio 2021, il grafico Fs indica 2,6 miliardi attesi nel 2025 e 3,9 miliardi nel 2031, con un incremento medio pari esattamente al 7,5 per cento. «Il piano è ambizioso ma realizzabile», ha sintetizzato Ferraris, annunciando inoltre il potenziamento dell'attività estera del gruppo: «Prevediamo di aumentare i nostri volumi in Europa e nel mondo da 1,8 miliardi del 2018 a 5 miliardi nel 2031», ha detto.

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