I temi di NT+L'ufficio del personale

Mobilità volontaria, assegni per i figli, tassa di concorso e controllo dei lavoratori

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con la sintesi delle novità normative e applicative sulla gestione del personale nelle Pa

Mobilità volontaria
La Corte di cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 26265/2021 si è occupata di una vicenda relativa al trasferimento per mobilità volontaria (articolo 30 del Dlgs 165/2001), la pronuncia permette di fare il punto su alcuni aspetti fondamentali dell'istituto:- la mobilità volontaria realizza, a tutti gli effetti giuridici, un negozio di cessione del contratto di lavoro, secondo il modulo civilistico previsto dall'articolo 1406 del Codice civile (Corte di cassazione, sentenze n. 431/2009; n. 18299/2017);- nella procedura prevista dall'articolo 30 del Dlgs 165/2001 non è corretto individuare una fase di tipo pubblicistico nella procedura di selezione dei candidati, dal momento che «la posizione di chi si candidi alla mobilità non è assimilabile a quella di chi acceda dall'esterno ai ruoli in ragione di assunzioni totalmente nuove o di procedure di attribuzione di livelli superiori in concorrenza tra esterni e interni, in quanto non si procede attraverso una valutazione di base delle capacità e professionalità, da aversi già per acquisita per effetto dell'originario concorso di accesso alla dirigenza pubblica»;- «le procedure, ora espressamente previste come ‘bandi' dalle modifiche apportate all'articolo 30 citato dalla cosiddetta Riforma Madia e che dalla normativa vigente ratione temporis erano imposte limitatamente alla predisposizione di una pubblicità dei posti disponibili (oltre alla fissazione preventiva di criteri di scelta e al previo parere del Dirigente responsabile) coinvolgono pertanto solo una capacità di diritto privato di acquisizione e gestione di personale, in senso trasversale, da una pubblica amministrazione a un'altra, da esercitare secondo le regole per essa previste, ma senza che ne siano coinvolti poteri autoritativi»;- ne deriva che la procedura di selezione si configura come offerta al pubblico che si conclude con l'approvazione della graduatoria (meglio, individuazione dei soggetti idonei) quale momento atto a perfezionare la volontà di acquisizione del/dei candidato/i prescelto/i da parte dell'ente cessionario;- una volta perfezionatosi il contratto di cessione, ivi compreso il nulla-osta del soggetto cedente (oggi, quando necessario), vengono meno i poteri di revoca della proposta di impiego riconnessi a scelte organizzative diverse dell'ente che deve acquisire e che, comunque, sarebbero inidonee a vanificare, unilateralmente, gli effetti di un contratto ormai concluso.

Assegno temporaneo per i figli
Nella seduta del 29 settembre 2021, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge recante «Disposizioni urgenti in materia di giustizia e disposizioni di proroga in tema di referendum, assegno temporaneo e Irap».
Nel relativo comunicato stampa n. 38/2021, consultabile al seguente link, si legge: «Assegno temporaneo - Il Consiglio dei Ministri ha prorogato alla data del 31 ottobre 2021 i termini, precedentemente fissati al 30 settembre 2021, per la presentazione delle domande di assegno temporaneo per i figli con effetti retroattivi dal 1° luglio 2021».

Tassa di concorso
Il Tar Campania, nella sentenza n. 6096/2021 ha chiarito che il mancato versamento della tassa di concorso, in caso vada comprovato il versamento all'atto della presentazione della domanda, non può determinare l'esclusione del candidato dalla procedura, anche quando detta sanzione sia prevista nel bando, in quanto misura sproporzionata e ingiustificata.
A maggior ragione quando il candidato abbia poi provveduto ad adempiere, con idoneo versamento. I giudici hanno ricordato quindi che «il mancato, tardivo o comunque irregolare versamento della tassa di iscrizione costituiscono violazioni di prescrizioni formali e, dunque, non essenziali del bando e, in quanto tali, suscettibili di regolarizzazione, poiché ciò non altera, in alcun modo, la par condicio tra i concorrenti, purché prima dell'effettivo svolgimento delle prove concorsuali (Tar Puglia n. 536/2021; Tar Marche, n. 475/2009)».

Controlli sull'utilizzo degli strumenti informatici aziendali in uso al lavoratore
La Corte di cassazione con la sentenza n. 25732/2021 ha trattato dettagliatamente la questione dei «controlli difensivi» consentiti al datore di lavoro nell'evoluzione normativa subita dall'articolo 4 (impianti audiovisivi e altri strumenti di controllo) della legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori), prima e dopo le modifiche apportate dall'articolo 23 del Dlgs 151/2015 e dall'articolo 5 del Dlgs 185/2016. In sostanza, si controverte del potere e connessi limiti nonché garanzie per il lavoratore dei controlli a distanza, con particolare riguardo all'utilizzo degli strumenti informatici aziendali in uso ai dipendenti oltre all'utilizzabilità in sede disciplinare delle risultanze di detti controlli.

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