Amministratori

Pnrr, dalla Corte dei conti tripla verifica sulle amministrazioni locali

Individuata la metodologia per lo svolgimento dei controlli sull'attuazione del Piano in ambito territoriale

di Corrado Mancini

La fase iniziale del Pnrr, per gli enti soggetti attuatori, si completa con l'assegnazione delle risorse e l'identificazione dei progetti (Cup). Ad essa seguirà la fase di realizzazione degli interventi che è scandita da precise scadenze. Agli obiettivi fissati a livello macro (milestone e target), per ogni investimento si aggiungono quelli specifici, relativi a ciascun progetto, la cui mancata realizzazione si riflette sul dato aggregato. Ciò rende necessario intercettare, tempestivamente, le criticità nell'attuazione degli interventi. In quest'ottica la Sezione delle Autonomie con la delibera n. 18/2022 individua la metodologia per lo svolgimento dei controlli sull'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) in ambito territoriale e sviluppa un "dataset" da utilizzare anche per la valutazione della sostenibilità delle iniziative adottate.

La metodologia indicata costituisce un indirizzo di coordinamento per le attività di controllo esercitate dalle Sezioni regionali nell'ambito delle iniziative del Pnrr e consente di individuare e concentrare gli sforzi sugli enti che dimostrano maggiori difficoltà di programmazione ed esecuzione, considerando anche la rilevanza degli interventi di pertinenza.
I fattori considerati sono: la capacità di realizzazione della spesa, la verifica della sussistenza di margini correnti e l'analisi della performance che rappresentano tre direttrici, tra loro correlate, per analizzare l'attuazione da parte degli enti territoriali del Pnrr.
Dalla combinazione delle variabili considerate, è possibile ottenere una mappatura dei profili di capacità economico-finanziaria e dell'attitudine degli enti a misurarsi con le nuove sfide che la realizzazione del Pnrr impone.

Le amministrazioni che non dispongono di un margine corrente e risultano scarsamente efficienti presentano un maggiore rischio di squilibrio di parte corrente, anche a causa del potenziale incremento futuro di tale spesa procurato, sia dall'incremento dei costi delle forniture di beni e servizi, sia dalla realizzazione dei progetti del Pnrr. Le verifiche dovrebbero essere indirizzate prioritariamente nei confronti di queste amministrazioni, al fine di coglierne tempestivamente le criticità potenziali. Attraverso opportune misure di efficientamento (es. erogazione in forma associata, snellimento dei processi, etc.) potrebbero recuperare margine corrente, realizzando economie di scala ed introducendo buone pratiche.

Le amministrazioni che riportano valori positivi dell'indice di reattività economico-finanziaria dimostrano di avere attuato politiche anticicliche nella gestione della pandemia e utilizzato fluidamente i fondi emergenziali, nonché la capacità di adeguare il proprio equilibrio di bilancio complessivo al modificato contesto ambientale. Ci si può quindi attendere che esse si comportino in modo reattivo anche in seguito. Tuttavia, il rischio finanziario può risultare maggiore se queste amministrazioni presentano disavanzi, poiché mettono in secondo piano la tenuta dei propri equilibri di bilancio. Sarà, quindi, individuata un'ulteriore priorità nella verifica di quegli enti che abbiano una valida reattività, ma al tempo stesso si dimostrino fragili dal punto di vista dell'equilibrio e dei margini.

Per gli enti che evidenziano una scarsa performance, ancor più se unita a vulnerabilità finanziaria potrebbe rilevarsi utile, da un lato, la verifica del livello di consapevolezza dell'ente del proprio livello di spesa per servizi amministrativi (e lo sviluppo o meno di specifiche politiche per il suo contenimento), nonché l'attività di controllo svolta su tale spesa. Dall'altro lato, potrà essere monitorato l'eventuale impatto dell'aumento della spesa corrente sul bilancio dell'ente, anche a causa di quella generata dai progetti del Pnrr.
Un obiettivo specifico dell'analisi si focalizza inoltre sulla componente di maggiore spesa corrente potenzialmente causata dall'entrata in funzione futura dei progetti Pnrr, richiedendo se sono state formulate ipotesi di incremento di spesa e quali sono le fonti di copertura della eventuale maggiore spesa.

Operativamente gli enti locali saranno raggruppati in 4 gruppi: nel primo gli enti virtuosi che presentano elevato margine corrente e alta capacità di realizzazione della spesa. Sono quelli che potenzialmente dovrebbero realizzare meglio di altri gli investimenti programmati con il Pnrr e garantirne la sostenibilità; nel secondo gli enti che necessitano di assistenza per migliorare la capacità di organizzazione e possono attivare anche progetti con ricaduta sulla spesa corrente disponendo di adeguati margini; nel terzo gli enti con maggiori criticità potenziali, sui quali la corte concentrerà lo sforzo di assistenza e monitoraggio; nel quarto gli enti con basso margine corrente e buona capacità di realizzazione, che si dovrebbero orientare su progetti con basso impatto sulle spese correnti strutturali (esprimendo alta capacità di realizzazione potranno recuperare margini nell'aumento della performance complessiva).

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