Fisco e contabilità

Sostegni-bis, niente Imu sugli immobili colpiti dal blocco degli sfratti

Credito d’imposta del 40% sui canoni pagati nei primi 5 mesi del 2021 da attività con ricavi superiori a 15 milioni di euro

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di Carmine Fotina e Marco Mobili

Un credito d’imposta per i centri commerciali del 40% sugli affitti pagati nei primi cinque mesi del 2021 dalle attività con ricavi superiori a 15 milioni di euro. È una delle ultime novità contenute nel pacchetto di emendamenti al decreto Sostegni bis riformulati da Governo e maggioranza e che oggi verranno messi al voto in commissione Bilancio della Camera. Si tratta in tutto di una cinquantina di correttivi su cui il Governo sta ancora apportando le ultime limature. Tra questi restano da definire: la proroga al 30 settembre dei versamenti delle partite Iva soggette a Isa e la possibilità di diluire il pagamento delle quattro rate della rottamazione delle cartelle in scadenza il 31 luglio (2 agosto primo giorno feriale) e delle due del saldo e stralcio fino a ottobre (si veda Il Sole 24 Ore di domenica scorsa). In sostanza per la rottamazione si pagherebbe il 31 luglio, fine agosto, fine settembre e il 31 ottobre, evitando ai contribuenti di dover versare in un’unica soluzione tutte le rate arretrate.

Tra le misure di aiuto in arrivo, come detto, anche un credito d’imposta sugli affitti per i centri commerciali. Il bonus sarà riconosciuto agli esercizi che nel 2019 registravano ricavi superiori a 15 milioni di euro, per gli affitti versati nei primi cinque mesi del 2021. Il nuovo tax credi affitti sarà del 40% per i canoni pagati dagli esercizi commerciali e del 20% per gli affitti d’azienda. Condizione di accesso al è il calo del fatturato di almeno il 30% registrato tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021 rispetto al 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020. In assenza dei requisiti richiesti potranno comunque ottenere il credito d’imposta le attività avviate dal 1° gennaio 2019.

Dei correttivi al sostegni bis spiccano i 300 milioni per l’acquisto di nuovi veicoli Euro 6 ed elettriche o ibride. Ma la partita ieri non risultava ancora conclusa e si attende una possibile riformulazione del ministero dello Sviluppo economico che spinge per finanziare con la formula della rottamazione anche l’acquisto di auto usate oltre a quelle nuove. Un’estensione che potrebbe però presentare problemi di copertura e soprattutto non sarebbe gradita al Movimento Cinque Stelle. Così, al momento ciò che pare acquisita è la ripartizione dei 300 milioni: all’ecobonus già attualmente in vigore fino a fine 2021 per i veicoli elettrici o ibridi (fascia di emissione 0-60 grammi di CO2 per km) vanno 50 milioni. Agli incentivi per i veicoli di fascia 61-135 g Co2/km, in pratica le motorizzazioni Euro 6 diesel e benzina, prorogati fino al termine del 2021, sono assegnati 200 milioni. Ulteriori 50 milioni sono previsti per il bonus sui veicoli commerciali, anche questo prorogato fino al 31 dicembre. Per l’automotive spunta anche un Centro di ricerca basato sull’intelligenza artificiale da creare a Torino con dote di 20 milioni.

Tra i punti da sciogliere anche una possibile riformulazione del governo all’emendamento M5S per risolvere la controversa questione della costituzione online delle startup bloccata in seguito a una sentenza del Consiglio di Stato.

Confermato, come anticipato su queste pagine, lo stop all’Imu 2021 per i proprietari di immobili bloccati dalla sospensione degli sfratti a partire dal 28 febbraio 2020. L’emendamento che sarà votato oggi prevede l’esenzione per il saldo Imu di dicembre e un credito d’imposta per chi ha versato l’acconto lo scorso 16 giugno. Sarà il Mef a fissare le regole per farsi riconoscere il bonus Imu. Bonus che, come denuncia Confedilizia, al momento escluderebbe i negozi. Altra conferma anche sulla norma cosiddetta salva-comuni dove i milioni in più dovrebbero arrivare a 160, con una spalmatura extradeficit in 10 anni.

Tra rifinanziamenti di fondi e nuovi stanziamenti gli emendamenti al Sostegni bis si concentrano su una serie di settori dei servizi. In questa direzione vanno i 60 milioni stanziati per il wedding, l’intrattenimento e l’Horeca. Di questi almeno 10 riservati al settore del catering e altri 10 all’organizzazione di feste e cerimonie. Sarà un decreto del Mise a fissare le regole di accesso al fondo perduto.

Stesso stanziamento di 60 milioni per il fondo straordinario del Terzo Settore. Una quota di 20 milioni per il 2021 dovrà essere destinata al riconoscimento di un contributo a fondo perduto ai soggetti attivi nel terzo settore e che svolgono servizi socio-sanitari e assistenziali in favore di anziani non autosufficienti e disabili. Un aiuto di 10 milioni, voluto dalla Lega, arriva con un altro emendamento per le non autosufficienze. Si tratta di un contributo straordinario per la sanificazione dei locali e l’acquisto di dispositivi di protezione personale.

Si alza invece a 100 milioni la spesa complessiva del Governo per sostenere i servizi della ristorazione collettiva. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione il Mise dovrà fissare i criteri per il pagamento di contributi a fondo perduto alle mense. Altri 50 milioni vengono stanziati, poi, per ripianare almeno in parte le perdite subite dal fiere per annullamenti, rinvii o ridimensionamenti degli appuntamenti. Il contributo spetterà anche alle attività impegnate nei servizi di logistica e allestimento che abbiano almeno il 51% dei ricavi derivanti da fiere e congressi. Arriva infine un fondo da 7,5 milioni in due anni per indennizzi ai proprietari di edifici di Taranto che risultano danneggiati per l’esposizione agli agenti inquinanti emessi dall’ex Ilva.

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