Revisione prezzi, Regioni: richiesta dell'impresa nel secondo anno di contratto e non più di una volta l'anno
Ok alle prime indicazioni applicative sulla revisione prezzi nei bandi. Faro sui prezzi (in libertà) di 44 materiali
Dalle Regioni sono arrivate le prime indicazioni operative per applicare le misure introdotte dal decreto legge ristori al fine di contrastare il caro materiali e tutto quello che ne consegue in termini di squilibrio contrattuale, allungamento di tempi, compensazioni alle imprese, revisione dei prezzi e potenziali fermo cantieri e contenziosi con le stazioni appaltanti.
In particolare, un documento approvato nella riunione di oggi della Conferenza delle Regioni, «evidenzia l'opportunità dell'inserimento di tale clausola (revisione prezzi, ndr) almeno nel caso di appalti di lavori di durata superiore a un anno, affidati anche tramite accordo quadro». Si tratta di una indicazione di carattere generale di fatto superata dall'obbligo della revisione prezzi introdotto dal Dl ristori per i bandi e lettere di incarico pubblicati dopo il 27 gennaio e fino al 31 dicembre 2023.
Ed ecco allora le indicazioni delle Regioni. Oltre alla raccomandazione di rendere evidente la clausola della revisione prezzi nel contratto, occorre anche fissare «la portata e la natura di eventuali modifiche nonché le condizioni alle quali esse possono essere impiegate, facendo riferimento alle variazioni dei prezzi riportate nei Prezzari regionali di riferimento».
Più in concreto, nel contratto e nel capitolato occorre prevedere:
1) le modalità di attivazione a seguito di specifica richiesta da parte dell'appaltatore o di comunicazione da parte del Rup, dal momento che il meccanismo di revisione dei prezzi si applica in ipotesi di variazione sia in aumento che in diminuzione del prezzo;
2) l'applicazione alle lavorazioni contabilizzate nel registro di contabilità successivamente alla richiesta di revisione da parte dell'appaltatore o alla comunicazione del Rup;
3) i tempi a partire dai quali è possibile formulare la richiesta di variazione prezzi, da parte dell'amministrazione o dell'operatore economico».
Sempre in tema di richiesta di revisione da parte dell'impresa, c'è anche una indicazione alle stazioni appaltanti di consentire la richiesta di revisione prezzi solo dal secondo anno di contratto e non più di una volta l'anno: «negli appalti di durata superiore a un anno - si legge nel documento - in considerazione della conferma da parte dell'appaltatore della remunerabilità dell'offerta con la sottoscrizione del contratto, è possibile prevedere che la richiesta possa essere formulata soltanto dalla seconda annualità di durata contrattuale/dalla data di consegna anticipata con riferimento al prezzario dei lavori vigente al momento della richiesta. La revisione potrà essere richiesta non più di una volta per ogni annualità contrattuale».
Passando poi al "quantum" oggetto delle richieste di revisioni, a fronte del meccanismo per il calcolo già definito dal Dl ristori, le Regioni ritengono sia «utile fornire, all'interno dei Prezzari regionali, le variazioni percentuali di prezzo calcolate rispetto alla pubblicazione precedente e per le voci il cui codice è presente in entrambi gli anni di riferimento, dal momento che la revisione dei prezzi deve essere calcolata sulla base di tali percentuali».
Il documento approvato oggi dalle Regioni contiene anche una tabella con i prezzi di 44 voci ricorrenti nei capitoli degli appalti pubblici, tra materiali, prodotti e servizi. Si tratta di rilevazioni dei prezzi nelle varie regioni e province autonome raccolte dalle amministrazioni che li hanno comunicati all'apposito gruppo di lavoro.
Dalla tabella emerge un'ampia variazione dei listini, con scostamenti molto ampi tra i diversi territori. Per esempio, il prezzo al metro lineare di una barriera stradale (classe H2 bordo ponte W5A) varia tra 78,21 e 232 euro. Quello di una finestra a due ante finestra a 2 ante (apertura oscillobattente e/o vasistas in pino silvestre) può andare da 248 a 623,62 euro a mq. Conferire materiale inerte non pericoloso per il recupero del cemento può costare da 9 a 19,01 euro per tonnellata. Un pannello isolante in lana di roccia (spessori da 30 a 60mm) può costare da 4,36 a 16 euro a mq. Un pannello in legno lamellare (abete GL24H base 8/10) può variare da 730 a 1.094 euro a metro cubo. Da queste oscillazioni appare chiaro che il lavoro sul monitoraggio comparato dei listini è necessario, anche in vista dei nuovi prezzari, ai quali le regioni si preparano in vista dei criteri che saranno indicati nelle linee guida del ministero delle Infrastrutture (entro aprile prossimo) e della decisione "politica" in una prossima conferenza delle regioni.
«La Conferenza delle Regioni - ha spiegato Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania e coordinatore della Commissione infrastrutture della Conferenza delle Regioni - propone un metodo di aggiornamento dei prezzari regionali per la determinazione degli importi a base d'asta che sia di supporto per gli operatori del settore delle costruzioni e che abbia l'obiettivo di garantire la qualità delle opere pubbliche, la sicurezza dei cantieri e la congruità del costo delle opere».