Appalti

Una Spa pubblica per realizzare le opere delle Olimpiadi

Una nuova società in house, denominata «Infrastrutture Milano Cortina 2026», farà da centrale di committenza e stazione appaltante per le opere dei Giochi invernali

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di Manuela Perrone

Una nuova società in house, denominata "Infrastrutture Milano Cortina 2026", come centrale di committenza e stazione appaltante per realizzare le opere delle Olimpiadi invernali che l'Italia ospiterà tra sei anni. A prevederla è la bozza di decreto in 23 articoli approdata in Consiglio dei ministri mercoledì scorso. Ma l'esame del provvedimento è stato soltanto avviato, perché il Mef ha segnalato criticità che vanno risolte. Al più presto, dal momento che la legge olimpica avrebbe dovuto essere approvata entro il 31 gennaio.

Oggi a Milano al Pirellone sarà il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora (M5S), a illustrare l'impianto del testo. All'incontro del Comitato di indirizzo della candidatura parteciperanno anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il presidente del Comitato paralimpico, Guido Pancalli, i governatori Attilio Fontana e Luca Zaia, i sindaci Beppe Sala e Giampietro Ghedina e i presidenti delle Province autonome Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher. Sempre oggi nel capoluogo lombardo si riunirà per la prima volta il Cda del Comitato organizzatore, la fondazione privata istituita lo scorso 9 dicembre dagli organismi sportivi e dagli enti territoriali: d'ora in poi l'ad Giuseppe Novari sarà nella pienezza delle sue funzioni.

È una macchina complessa quella che scalda i motori per garantire il rispetto degli impegni assunti nei confronti del Comitato olimpico internazionale con l'Host City Contract del 24 giugno 2019. Lo schema di Dl, arrivato in pre-consiglio soltanto con una sintesi dei contenuti, istituisce anche il «Consiglio olimpico» con funzioni di indirizzo generale e supervisione. Ma soprattutto crea la nuova società per realizzare le opere, vigilata dal Mit e partecipata dai ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture, dalle Regioni Lombardia e Veneto e dalle Province autonome. Opere che saranno individuate con un separato atto normativo.

Sia Fontana sia Zaia hanno già presentato il loro elenco a Spadafora e scalpitano per aprire i cantieri degli interventi già programmati e finanziati, col visto di Anas e Rfi: vale due miliardi la lista della Lombardia, quasi il doppio quella del Veneto (ma un miliardo per le sole opere essenziali). «Serve un commissario straordinario», è la proposta che Zaia ha lanciato all'assemblea degli industriali di Belluno, martedì scorso, e che oggi rilancerà a Spadafora. Una figura specchiata che consenta di portare avanti i lavori senza che siano rallentati dalla burocrazia. Altrimenti, secondo il governatore leghista del Veneto, «rischiamo una figuraccia planetaria».

Nella bozza di decreto si attribuisce all'Istituto per il credito sportivo la missione di istituire un fondo speciale per finanziare «interventi strumentali all'abbattimento delle barriere architettoniche e al potenziamento della sostenibilità ambientale delle infrastrutture sportive». E sarebbe proprio il coinvolgimento dell'ente uno dei nodi da sciogliere. Si prevede infine la «garanzia dello Stato» (circa 135 milioni dal 2022 al 2026)a favore del Cio che, va ricordato, sostiene i tre quarti del costo complessivo stimato di 1,3 miliardi mentre il resto è a carico degli enti locali. Analoga garanzia, ma di 72 milioni, è garantita per le Atp Finals di Torino 2021-2025. All'organizzazione penserà un comitato ad hoc, presieduto dalla sindaca Chiara Appendino. Sarà in questo caso il Comune a elaborare il piano delle opere.

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