Elezioni - Città al centrosinistra, Calabria al centrodestra
Si apre adesso a partire da Roma, Torino e Trieste la partita dei ballottaggi
Le grandi città, a cominciare da Milano, Napoli e Bologna già vinte al primo turno, sono andate al centrosinistra. In Calabria invece le tre candidature del centrosinistra alle regionali (Amalia Bruni, Luigi De Magistris e Mario Oliverio), indette insieme alle amministrative a causa della prematura scomparsa dell'ex governatrice Iole Santelli, sono state un flop. Ha vinto il candidato del centrodestra Roberto Occhiuto con circa il 55% dei voti (dati parziali), sostenuto unitariamente da Fi, Fdi, Udc, Cambiamo con Toti, Noi Con L’Italia, Coraggio Italia e dalla Lega, che ha imposto il ticket con Nino Spirlì, attuale presidente facente funzioni della Regione.
Il centrosinistra dovrà riflettere sulla propria incapacità di costruire alleanze: in Calabria anche quella Pd-M5S, nonostante la candidata Amalia Bruni, non ha prodotto grandi risultati. La neuroscienziata si è attestata al 27% circa, malgrado una campagna elettorale che nelle ultime battute è stata partecipata. Con il supporto di tutti i big della politica nazionale, da Enrico Letta a Nicola Zingaretti, fino a Giuseppe Conte, che per due volte ha riempito le piazze.
E lo stesso Pd, con i suoi commissari locali, che ha escluso a priori la candidatura dell'ex presidente della Regione Mario Oliverio, rifiutando di indire le primarie, dovrà fare i conti con se stesso. Perde per la seconda volta: l'ultima, nel gennaio del 2020, è stata quando ha proposto governatore l’imprenditore Pippo Callipo.
Oliverio si è presentato lo stesso, restando sotto il 2 % delle preferenze. Ma lo ha fatto per contestare i commissariamenti romani e «per continuare a rappresentare i veri valori della sinistra».
Non è andata meglio a De Magistris (15% circa), ex sindaco di Napoli ed ex magistrato: nonostante sei liste a supporto, sul suo risultato ha inciso davvero poco la variabile della candidatura di Mimmo Lucano, l'ex sindaco di Riace condannato a 13 anni e 2 mesi dal tribunale di Locri per la gestione del borgo dell'accoglienza. Una condanna che a due giorni dal voto ha fatto grande clamore.
È stato più determinate forse il ruolo degli astenuti: oltre il 44%.
Ora tocca a Occhiuto: capogruppo Fi alla Camera, dove è stato eletto deputato nel 2018, ha dichiarato, durante lo spoglio, ma con la vittoria già in tasca: «Abbiamo vinto bene e sono felice di poter essere il presidente della regione Calabria. Abbiamo fatto una campagna elettorale parlando della Calabria e di come vogliamo cambiarla. È un messaggio che è passato, e i calabresi ci hanno consegnato una vittoria al di sopra delle nostre aspettative».