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Intelligenza artificiale al servizio delle isitituzioni territoriali e alla prova della complessità italiana

di Enrico Caterini ed Ettore Jorio

L'Intelligenza Artificiale è oramai nella vita quotidiana: affascina le menti, alimenta progetti sino a ieri ritenuti fantascientifici e incute preoccupazioni sociali su come cambieranno le cose. Specie su come inciderà sull'esercizio delle attività proprie dei decisori tradizionali, primi fra tutti di quelli al governo di Regioni ed enti locali nonché di organismi partecipati.

Queste sono le sensazioni prevalenti che l'essere umano vive nei confronti di un essere artificiale che si presenta come dominante, causa la supremazia auto-gestoria che promette di assumere.

Lascia presagire una sua prevalenza in progress e, in quanto tale, è naturale preoccuparsi della formazione delle decisioni programmatiche, dalle quali dipende la vita della collettività, nonché di attribuirle un peso più consistente di quanto si è appreso negli investimenti previsti nel Pnrr.

Il guado da ragionamento umano a quello artificiale
Al riguardo, è necessario ben comprendere, nel corso del suo sviluppo applicato, dove finirà il ricorso alla intelligenza umana per cedere il passo a quella artificiale. Se quest'ultima, attesa la sua capacità di correggere gli errori e di auto-adattarsi, migliorerà e come l'esigibilità dei diritti fondamentali alla persona, oltre che essere rispettosa dei canoni dell'etica. Insomma, a ben vedere ci si trova di fronte al problema se e quando il pensiero umano possa essere sostituito dal pensiero artificiale, capace di elaborare un ragionamento autonomamente, a tal punto da sviluppare con una consapevolezza artificiale processi di decisioni assunte secondo logiche deduttive e generalizzate con qualche rischio al seguito, di andare al di là di quanto programmato.

Sulla base di queste preoccupazioni, l'ultima delle quali remota, cui solo l'esperienza vissuta potrà dare ragione o torto, viene da sé la necessità di approfondimento sulla sua applicazione pratica nel processo di miglioramento della erogazione dei servizi pubblici alle diverse comunità regionali delle prestazioni essenziali nella loro dimensione standard, i Lep. Va da sé che occorre ben comprendere la sua esistenza vissuta in compatibilità sostanziale con i compiti assegnati alla politica, con il suo ruolo istituzionale. Ciò nella logica di ben concepire la Intelligenza Artificiale come il prodotto tecnologico-informatico in grado di esercitare processi di capacità della mente umana, nei confronti della quale è in grado di sapersi surrogare in termini di percezioni dei sensi, di riconoscimento dei linguaggi, di accumulo di esperienze allo scopo di assumere ex se decisioni appropriate, cui la persona non sarebbe capace di pervenire, e di correggere autonomamente gli errori di progetto e di esecuzione.

L'Intelligenza Artificiale e il confronto con le istituzioni territoriali
Una tale prerogativa - al di là degli aspetti giuridici che sono ancora tutti da definire e accertare in un convincimento consolidato quanto alla sua definizione e alle responsabilità che conseguono dal suo "autonomo" operato - impone uno studio sugli ambiti di vita comune in favore dei quali essa potrebbe portare un netto miglioramento in favore dell'umanità in termini di percezione dei diritti. Tra questi, la gestione delle autonomie territoriali e l'esercizio delle politiche locali.

La premessa è che il primo interrogativo da risolvere riguarda la programmazione e, con essa, il ruolo che dovrà svolgere la politica con l'Intelligenza Artificiale che ingombra sempre di più la vita pubblica. Diventa difficile, a chi è abituato da tempo ad attribuire fondamentale importanza, ai fini della programmazione istituzionale, alla rilevazione dei fabbisogni e all'individuazione dei metodi e delle risorse per soddisfarli, concepire la sua convivenza con la politica tradizionale, della ideologia. Quella abituata a programmare, pre-acquisendo la conoscenza geo-demografica dei territori e a governarli conseguentemente.

Quali saranno le basi e i presupposti per programmare considerata la diversità italiana composta di regioni diverse, di territori spesso non affatto assimilabili, spesso impervi e non assistititi da una decente rete viaria e da servizi pubblici, abitati da segmenti della nazione caratterizzati da pregi e difetti locali? Sono queste le condizioni di diversità con le quali la Intelligenza Artificiale dovrà fare conti e sui quali dovrà intervenire con il suo sistema di autoapprendimento.

Gli enti locali i più sensibili al cambiamento
Le politiche locali, in una alla sanità, saranno il più difficile dei palcoscenici sociali dove sviluppare il ruolo della Intelligenza Artificiale, dal momento che sono difficili da essere esercitate attraverso modelli generalizzati, specie in un Paese e con una Nazione così frammentati culturalmente, economicamente, orograficamente.
In primo luogo, l'Intelligenza Artificiale dovrà incidere sul processo di ridefinizione tra il pubblico potere e il privato cittadino, al fine di assicurare al secondo una trasparenza totale sulla formazione del prodotto decisionale e gestorio, da concretizzare con il corretto utilizzo dei fondi pubblici, con una saggia determinazione del prelievo fiscale locale e delle tariffe dei servizi a domanda.
Nelle ipotesi di enti pubblici locali soggetti a procedure di dissesto ovvero di procedure pluriennali di riequilibrio finanziario, il ruolo della Intelligenza Artificiale diventerà più complesso e, si suppone, di difficile esecuzione Ciò in quanto agli anzidetti obblighi di gestione trasparente l'Intelligenza Artificiale dovrà attendere attraverso una conduzione autocorrettiva di non facile individuazione, essendo gli step di recupero economico-patrimoniale e finanziario alquanto complessi e pre-scanditi, peraltro attribuiti alle competenze di due diversi decisori istituzionali, rispettivamente: l'Osl e sindaco/presidente di Provincia.

A ben vedere, l'Intelligenza Artificiale sarà tenuta a esercitare il suo ruolo in due diverse direzioni, comunque sinergiche tra loro. Dovrà attendere, sulla base dei dati assunti ma di difficile oggettiva percezione, all'ottimizzazione della programmazione, nel senso di determinare modifiche utili dello stato dell'ente e delle condizioni di vita del cittadino, e al miglioramento della governance, attraverso tecnologie cognitive in grado di operare le scelte di investimento, forse meno suggestive, ma essenziali per lo sviluppo del territorio. Il tutto impiegando la capacità predittiva, tipica della Intelligenza Artificiale, di analisi, di adeguamento alle esigenze sopravvenute e di soluzione agli scostamenti emergenti per sviluppare concretamente le politiche pubbliche locali.

Le basi della convivenza con gli organi istituzionali e di ciò che occorre alla comunità

Da qui, l'ineludibile ruolo dell'Intelligenza Artificiale di pre-costruire una consistente base conoscitiva degli elementi che caratterizzano il territorio e la collettività, dei relativi punti di forza e di debolezze, delle specificità locali. Ciò al fine di rielaborare, nella continuità, ogni evoluzione allo scopo di interpretare ogni genere di cambiamento, in melius ovvero in peius, sia sotto il profilo ambientale che socio-economico.

Un tale compito è naturale che ponga qualche interrogativo. Primo fra tutti quello di comprendere le modalità di convivenza tra gli organi eletti e le funzioni esercitate in autoapprendimento dalla Intelligenza Artificiale nonché la generazione della nuova cultura burocratica occorrente. Meglio, di come cambierà la programmazione e la gestione degli enti locali, dalla quale dipende l'esigibilità di importanti Lep.

Una domanda, questa, cui dovere dare una immediata risposta, atteso l'effetto che un tale primo problema andrà a incidere sensibilmente sul giudizio sulla rappresentanza politica, alla quale i cittadini rappresentati hanno dato una delega di spessore. In proposito, una tale considerazione andrà a diminuire le responsabilità ordinariamente riferibili al rappresentante gestore, ciò perché sensibilmente condizionato dalla governance esercitata dalla ia, che prescinde dalle scelte politiche fondate su priorità più ideologiche.

L'Intelligenza Artificiale contribuirà di certo a migliorare sensibilmente le prestazioni essenziali istituzionali locali ma, nella fase di programmazione del soddisfacimento dei fabbisogni sociali, presenterà due grandi limiti posseduti da persona umana: il primo è quello di non essere capace di agire secondo coscienza nell'interpretare e decidere con sensibilità e nell'assoluto rispetto della legalità costituzionale; il secondo di non essere avvezza ad amare, a commuoversi, a volere bene.