Urbanistica

Pesaro riconnette la città alla collina: hub di servizi ai residenti nei borghi

Con le risorse del bando Pinqua si cerca di recuperare patrimonio storico

di Paola Pierotti

Operatività, gentilezza e crescita, innovazione, sostenibilità, coesione e benessere, solidarietà, rapidità, rigore e bellezza. Si chiamano così le deleghe degli assessorati della città di Pesaro, 96mila abitanti e una caratteristica configurazione che connette la città novecentesca a ridosso della costa, con la città di collina (una "collana" di borghi da 2-5mila abitanti ciascuno, e qualche realtà da un migliaio di abitanti).

Reti di trasporto «green»
La città, guidata dal sindaco Matteo Ricci, guarda al suo futuro proponendo un disegno urbano che ridefinisca la vocazione di un tessuto con un passato legato al produttivo, dalla meccanica al mobile. E se in Europa, ma ormai anche in Italia, corre l'idea della "città dei 15 minuti", a Pesaro è già realtà: «stiamo lavorando perché Pesaro-centro storico diventi la città dei 5 minuti, e in 15 si connetta al sistema dei borghi che dovranno diventare attrattori per la cultura e il turismo, destinazioni di produzione culturale ed economica, ma anche luoghi dove vivere» racconta il vicesindaco e assessore alla bellezza Daniele Vimini. L'idea dell'amministrazione è quella di potenziare le connessioni e i collegamenti ciclo-pedonali: a Pesaro, dove il sindaco ha anche la delega al marketing urbano, l'hanno chiamata "bici-politana": una metropolitana in superficie, dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e il mezzo di trasporto è la bicicletta. Pesaro è una delle tante città che si è candidata per intercettare le risorse del bando Pinqua (si veda Il Sole 24 Ore del 26 aprile) con dotazioni fino a 15 milioni a programma, per potenziale la qualità dell'abitare, e ha proposto tre filoni di intervento.

I filoni di intervento
Uno di questi riguarda proprio il recupero dei nuclei storici della fascia collinare e precollinare attraverso la valorizzazione del patrimonio edilizio storico di proprietà pubblica con interventi di abitare diffuso; la realizzazione di spazi pubblici e servizi in ogni borgo; una rete per l'inclusione sociale, per collegare secondo i modelli della mobilità dolce i borghi alla città di pianura, e ai suoi servizi (educativi, culturali e ricreativi). Il Comune è stato affiancato per il progetto architettonico dallo studio romano Startt, con Esa engineering per la sostenibilità e l'energia. «In ogni borgo – racconta Vimini – vogliamo realizzare degli hub, di circa 200 mq di superficie in pianta, dove raccogliere oltre a delle residenze, anche dei servizi di prossimità: sede di associazioni, coworking, un presidio medico, spazi gestiti da cittadini o associazioni». Un secondo progetto, sempre firmato Startt, riguarda un mix di funzioni da riattivare nel centro storico.

Il terzo programma è il recupero dell'ex ospedale psichiatrico San Benedetto, in una posizione centrale, a ridosso dell'area storica pedonalizzata e dell'ambito litoraneo. Un immobile in gran parte di proprietà dell'Asur, l'azienda sanitaria delle Marche (15.650 mq, 93% dell'area per 63mila metri cubi di edificato) e con una piccola quota del Comune (1.125 mq), chiuso da 40 anni. Il recupero può accrescere l'attrattività residenziale. Con il Pinqua si sono richieste risorse per avviare il processo, ma l'operazione prevede il coinvolgimento di altri soggetti, ad esempio per erogare servizi di property e facility. Il programma funzionale terrà conto di un'area di 9mila mq di spazi verdi in un sistema rinaturalizzato più ampio di 2,5 ettari, in pieno centro urbano. Il mix di attività prevede per il 44,67% funzioni abitative (private, sociali, temporanee e per la terza età), per il 5,6% servizi connessi all'abitare, per il 39,8% servizi sanitari pubblici con un polo della sanità, per il 7,15% servizi culturali e integrazione sociale e per il 2,4% attrezzature terziarie.

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