Urbanistica

Strada dei Parchi, Mollo: se si approva il Pef partiranno 5,1 miliardi di lavori straordinari urgenti

L'ad Mollo: sarebbe anche possibile evitare l'aumento del pedaggio del 34% che scatterà dal 1 gennaio 2022

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di Massimo Frontera

Se il Pef presentato da Strada dei Parchi nel giugno scorso venisse approvato potrebbero partire investimenti per 5,1 miliardi di euro per la messa in sicurezza antisismica delle tratte autostradali A24 e A25. Lavori che corrispondo alla prima fase, giudicata urgente dal commissario di governo Maurizio Gentile, rispetto al totale degli investimenti necessari che lo stesso commissario ha stimato in 6,5 miliardi. Per quanto riguarda l'utenza, l'approvazione del Pef eviterebbe l'incremento tariffario del 34% che la concessionaria applicherà a partire dal prossimo 1 gennaio 2022, per recuperare i mancati introiti dovuti al blocco delle tariffe disposto dal governo a partire dal 2017 e ai tagli del periodo 2015-2017.

Questa - in sintesi - la possibilità di uscita dall'impasse prospettata da Riccardo Mollo, amministratore delegato della concessionaria Strada dei Parchi Spa, ascoltato dalla Commissione Ambiente della Camera. Mollo ha spiegato che il prossimo aumento «alla fine dell'anno 2021 ha raggiunto un valore del 28,55% rispetto ai pedaggi che sarebbe corretto applicare secondo la regola convenzionale; facendo una stima di quello che sarà l'impatto dell'anno in corso, e quindi per il prossimo pedaggio, si arriva intorno al 34%». L'ad ha però aggiunto che tale aumento tariffario «si può ancora evitare se non fosse che il Piano economico e finanziario (Pef) è fermo dal 2013». Il Pef, per la cui attuazione il Consiglio di Stato ha nominato un commissario ad acta, «è pronto da tempo, grazie anche al lavoro fatto con il commissario ad acta (Sergio Fiorentino, ndr) e sarebbe una soluzione "win-win" - ha sottolineato Mollo - perché risolverebbe completamente il problema, in quanto le tariffe non crescerebbero oltre 1% all'anno fino al 2030, anno di scadenza della concessione e non ci sarebbero proroghe per il concessionario».

Inoltre, ha aggiunto Mollo, si potrebbero affrontare gli investimenti necessari per l'adeguamento sismico dell'infrastruttura, «che il commissario di governo Maurizio Gentile, ha stimato in 6,5 miliardi, di cui una prima fase di oltre 5,1 miliardi». Quest'ultima cifra, ha assicurato Mollo, è disponibile «perché 3 miliardi sono stati già resi disponibili al commissario di governo, mentre 2,1 miliardi saranno portati in autofinanziamento da Strada dei Parchi». Mollo ha poi affermato che la concessionaria investe 90 milioni l'anno per le manutenzioni ordinarie, «a fronte dei 28 che la concessione prevederebbe». Gli investimenti - ha poi aggiunto l'ad - sarebbero eseguiti «non intervenendo in sede, sulle strutture esistenti e creando colli di bottiglia, ma in variante, ovvero con delle strutture a lato dell'autostrada, quindi senza impatto rispetto al traffico». Per rappresentare l'urgenza di avviare i lavori l'ad della concessionaria, citando l'Istituto di geofisica e vulcanologia, non ha risparmiato di evocare la possibilità di un sisma «con energia 30 volte maggiore rispetto al terremoto dell'Aquila» nei territori attraversati dall'infrastruttura.

Vale la pena di ricordare che lo scorso 30 settembre il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ha comunicato la firma di vari provvedimenti che consentono di utilizzare ulteriori 1,9 miliardi del Pnrr. Tra questi c'è anche quello che stanzia un miliardo di euro per rafforzare il monitoraggio tecnologico e la messa in sicurezza delle autostrade gestite da Strada dei Parchi, anche in forza della sua classificazione come infrastruttura strategica (e dunque necessariamente in grado di superare catastrofi naturali e terremoti in particolare). Il finanziamento si inquadra nel progetto "strade sicure" e prevede un piano straordinario per il controllo e la messa in sicurezza di ponti, viadotti e gallerie delle autostrade A24 e A25, più interventi per la realizzazione del monitoraggio dinamico sulle opere e l'efficientamento del sistema impiantistico del traforo del Gran Sasso. «I fondi - ha spiegato il Mims - vengono trasferiti al Commissario straordinario che assume le funzioni di soggetto attuatore».

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