Indebito arricchimento, sì all’azione contro la Pa senza prova del rifiuto della prestazione fornita
La Sezione della Corte di cassazione ha accolto una nozione di indebito arricchimento più rigorosa nell’ambito dei rapporti tra la Pa e i terzi
In tema di indebito arricchimento non è richiesto il riconoscimento (esplicito o implicito) dell’utilità da parte dell’ente pubblico, per cui che esperisce l’azione in base all’articolo 2041 del codice civile nei confronti della Pa ha soltanto l’onere di provare il fatto oggettivo dell’arricchimento, senza che l’ente possa opporre il mancato riconoscimento dello stesso, salva la facoltà di eccepire e provare che l’arricchimento non fu voluto o non fu consapevole (trattandosi quindi di arricchimento...
Controlli sulla contrattazione integrativa, il ruolo dell’organo di revisione
di Eugenio Colacicco (*) – Rubrica a cura di Ancrel