Riforma architetti, anche la società di architettura del paesaggio contro la proposta del Cna
Iasla (Società scientifica italiana di architettura e paesaggio): parere negativo sulla bozza, stupore per metodo, oltre che nel merito
La proposta di riforma della professione di architetto inviata dal Cna a tutti gli ordini provinciali colleziona un'altra presa di posizione contraria ( oltre a quelle emerse nei giorni scorsi ). Sul documento viene infatti espresso «parere negativo» da parte della Società scientifica italiana di architettura del paesaggio (Iasla), che «raccoglie i docenti e i ricercatori italiani di architettura del paesaggio che sono impegnati dal 2000 nella formazione della figura professionale del Paesaggista, oltreché nell'insegnamento di questa disciplina nella formazione degli Architetti».
«L'iniziativa del Cnappc ci stupisce molto, sul piano del metodo, su quello dei contenuti e su quello delle ricadute», si legge ad esordio della lettera che l'associazione ha inviato lo scorso 28 marzo al Consiglio nazionale degli architetti. «Ci colpisce - prosegue la lettera, sottoscritta da Fabio Di Carlo, presidente di Iasla - per una intempestività storica veramente singolare, che rende difficile qualsiasi confronto. Ci meravigliano le modalità autoreferenziali con cui si è prodotta la Bozza, fuori da ogni confronto con l'Università, luogo della formazione dei giovani professionisti, il MUR, dove si stanno conducendo processi di revisione che la Bozza pare ignorare, e con il contesto culturale, politico, economico e produttivo del Paese, confronti senza i quali ogni proposta risulta vana».
La lettera prosegue aggiungendo che «ci stupisce molto il posizionamento culturale passatista del documento, che tenta una riconfigurazione unica della figura dell'architetto secondo un profilo ormai da lungo tempo dimenticato - , collocando molti ambiti nodali del progetto - rispetto al patrimonio, al territorio, al paesaggio, ma non solo questi - fuori dal quadro delle riflessioni più aggiornate e attuali della realtà economica, delle modalità di svolgimento delle professioni e degli sviluppi disciplinari, nazionali e internazionali».
«Evidentemente - si sottolinea - l'eliminazione e\o il confinamento delle figure specialistiche, in particolare per noi quella del Paesaggista, sono inaccettabili. Anche il rimando a una formazione specialistica di terzo livello sembra non considerare che in Italia non esista una formazione specialistica di tale livello, se non quella dei dottorati, notoriamente destinata alla formazione della docenza universitaria. Al contrario la formazione del Paesaggista, nonostante le difficoltà e le limitazioni imposte di competenze attribuite troppo esigue, dal 2001 ha prodotto oltre 2000 paesaggisti, attivi in Italia e all'estero. La proposta della Bozza vanificherebbe gli sforzi fatti nel Paese e arresterebbe quel processo virtuoso che cerca di colmare la distanza dal quadro internazionale rispetto alla figura del Paesaggista».
La lettera integrale di Iasla