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Campania, ai team di Ghella e Ritonnaro i maxilotti per la diga di Campolattaro

Aggiudicata la gara da oltre 500 milioni per realizzare l’opera da concludere entro marzo 2026

di Mau.S.

A poco più di 3 mesi dalla sua pubblicazione avvenuta il 26 giugno scorso, sono stati approvati dall’Ufficio Grandi Opere della Regione Campania gli esiti della gara per l’affidamento dell’appalto misto di lavori e servizi di ingegneria e architettura per la realizzazione della diga di Campolattaro. «Si tratta di un passaggio importante – dice il presidente Vincenzo De Luca - che apre la fase dell’effettiva cantierizzazione di una delle principali opere strategiche della Regione Campania in campo idrico, di valenza storica per il Sud e per l’intero Paese, e che consentirà l’autonomia idrica della nostra regione».

L’intera grande opera, finanziata con fondi regionali e limitatamente anche con fondi Pnrr, è suddivisa in tre lotti (1.Galleria di derivazione, Impianto di potabilizzazione e idroelettrico; 2 e 3.Reti adduttrici e di distribuzione irriguo e potabile). Dei 705 milioni previsti per la realizzazione dell’opera, 529 milioni oltre Iva hanno interessato la gara aggiudicata ieri.

I Lotti 1 e 2 sono stati aggiudicati a un raggruppamento di imprese guidato da Ghella (capogruppo mandataria) mentre il Lotto 3 è stato aggiudicato a un altro team c on capogruppo Ritonnaro Costruzioni (capogruppo mandataria).

Il completamento dei lavori è previsto per il 31 marzo 2026.

La diga di Campolattaro, inserita in un contesto naturalistico attualmente protetto in quanto zona umida, risale agli anni ’80. La sua costruzione è stata avviata con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno. Il suo completamento ed entrata in funzione è stato ostacolato sia da questioni attribuibili all’ente gestore sia a eventi naturali, e in particolare la frana verificatasi nell’aprile del 2006. Per rendere utilizzabile l’invaso - che ha una estensione di circa 7 kmq - occorre realizzare una galleria idrica di 7,5 km per portare 6.500 litri d’acqua a un impianto idroelettrico e a un impianto di potabilizzazione. Da qui l’acqua sarà in parte utilizzata per uso agricolo e in parte avviata prioritariamente al circuito della rete idrica potabile dei comuni beneventani dell’alto Sannio e dell’alto Fortore

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