Pedemontana lombarda, corsa a tre per il maxi-appalto da 1,4 miliardi
In gara per il contratto da general contractor il Consorzio Sis, Rizzani-Saipem e Webuild-Pizzarotti-Astaldi
Tre raggruppamenti-big in corsa per la Pedemontana lombarda. A un anno esatto dalla pubblicazione del bando di gara (datato 3 marzo 2020), dopo la successione di scadenze rinviate per colpa della pandemia, la gara per l'assegnazione del maxi-contratto da 1,4 miliardi per due lotti dell'autostrada prova a entrare nel vivo. Alla seduta tenuta ieri è stato finalmente tolto il velo sulle grandi imprese in pista per la conquista della commessa da gestire con la formula del general contractor. Questo significa che, oltre ai lavori, il vincitore dell'appalto dovrà anche portare a termine la progettazione dell'intervento e accollarsi una quota di finanziamento dell'opera che verrà poi via via svincolata nel corso dei lavori.
A contendersi la maxi-commessa saranno tre gruppi formati da alcune tra le principali imprese di costruzioni italiane. Secondo indiscrezioni, si tratta del consorzio stabile italo-spagnolo Sis, dell'Ati formata da Rizzani de Eccher con Saipem e del raggruppamento costituito da Webuild, Pizzarotti e Astaldi.
Una gara riservata a pochi big, dunque. Ma non poteva essere altrimenti, viste le proibitive condizioni di accesso alla procedura legate alla dimensione - sia tecnica che economica - del cantiere. Al bando potevano rispondere (in solitaria o in qualità di capogruppo) soltanto le imprese in possesso di una qualificazione da General contractor rilasciata dal ministero delle Infrastrutture per la terza classifica (valida per gli appalti oltre 750 milioni). Elemento che restringe di molto il novero dei possibili candidati. Escludendo i big del settore abbattuti dalla crisi, in quell'elenco compaiono al momento circa una decina di mprese.
In ballo c'è un bando da più di 1,4 miliardi per realizzare altre due tratte dell'autostrada in corso di realizzazione da anni. Rispetto al passato il general contractor non potrà più occuparsi della direzione dei lavori, vietata con il nuovo codice, ma resta il compito di portare a termine il progetto esecutivo oltre a quello di prefinanziare (per un minimo di 50 milioni) una parte dell'opera.