Fisco, lavoro, ambiente e trasporti: il Governo gioca la carta semplificazioni
Un intervento ampio quello del Governo che ieri ha dato l’ok a un Ddl omnibus sulle semplificazioni per le imprese
Era stato annunciato un decreto legge come risposta del governo italiano ai nuovi dazi per sostenere le imprese. Ma al momento sembra aver prevalso la logica delle semplificazioni a costo zero e così ieri in consiglio dei ministri sono approdati poco più di 20 articoli (ancora in bozza) che sono l’ossatura di un disegno di legge, destinato ad avere tempi ben più lunghi rispetto alla decretazione d’urgenza.
Un provvedimento che spazia a tutto campo e che mira a semplificare gli obblighi delle imprese dal fisco alla sicurezza lavoro, dalla privacy ai contratti di sviluppo, dai rifiuti al trasporto. Sul fronte tributario si profila una riduzione di adempimenti per le fatture di acquisto di beni agevolabili con i crediti d’imposta di transizione 4.0 e 5.0. In sostanza le imprese che cedono il bene agevolato non dovranno più riportare in fattura l’espressa indicazione del riferimento normativo. Al suo posto entrerà un codice identificativo che dovrà essere stabilito con un provvedimento dell’agenzia delle Entrate. Arriva poi uno scudo contro le sanzioni nel caso di dichiarazioni trasmesse nei termini e scartate dal Fisco entro un termine che sarà stabilito con decreto del ministero dell’Economia e che scatterà dalla data di restituzione delle ricevute con il motivo dello scarto. Sul fronte Iva si potrà pagare in 16 giorni dal pagamento del corrispettivo o dell’emissione della fattura l’imposta sostitutiva del 20% sui premi riconosciuti sotto forma di premi e servizi. Ancora al vaglio del Mef la riduzione a un terzo delle sanzioni per imposta di registro, e imposta su successioni e donazioni a patto che il contribuente rinunci a impugnare l’avviso di accertamento o di liquidazione e proponga un’adesione alle richieste del fisco.
Nel pacchetto di semplificazioni sul lavoro si prevede che strumenti e dispositivi funzionali alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro possano essere impiegati senza un «previo accordo sindacale» o autorizzazione amministrativa. Inoltre nei corsi di formazione per la sicurezza sul lavoro, lo svolgimento del ruolo di docente, sia per la parte pratica che per la parte teorica, può essere affidato a personale infermieristico, agli addetti al soccorso sanitario, a personale specializzato in possesso delle conoscenze teoriche richieste dal programma formativo. Le imprese potranno così svolgere le attività di formazione al primo soccorso, utilizzando infermieri, evitando i ritardi provocati dalla scarsa disponibilità di personale medico e le sanzioni. Inoltre gli ITS Academy potranno stipulare protocolli d’intesa con le imprese e con altri soggetti interessati per individuare professionalità interne, da coinvolgere nei percorsi formativi, se dotate della comprovata esperienza professionale richiesta.
Si prevede anche che il lavoratore che fruisce del trattamento di integrazione salariale debba informare immediatamente il datore di lavoro di aver intrapreso un’attività lavorativa. L’Inps, appena ricevuta la comunicazione del lavoratore circa lo svolgimento di attività lavorativa durante il periodo di integrazione salariale, ne informa il datore di lavoro per le giornate di lavoro (subordinato o autonomo) effettuate dal lavoratore e per le quali non gli va corrisposta l’integrazione salariale. Per le imprese novità in arrivo anche sui contratti di sviluppo e un ampliamento delle condizioni di accesso nel limite però delle disponibilità finanziarie già previste. Sarà un decreto del Mimit a indicare la riduzione degli adempimenti e la chiave d’accesso sarà rappresentata dai protocolli d’intesa che lo stesso Mimit firmerà con le associazioni di categoria più rappresentative. Lo strumento dei protocolli sarà utilizzato anche per snellire le verifiche sulle procedure antimafia; in questo caso le parti saranno Invitalia e le associazioni di categoria.
Sono poi ridotti gli obblighi sul rispetto della privacy per le microimprese. In sostanza potrà essere indicato un responsabile tecnico temporaneo non superiore a 30 giorni (con proroga fino a un massimo di 90). La scelta potrà ricadere su un dipendente, un familiare coadiuvante o un collaboratore con esperienza professionale, maturata sul campo, non inferiore a tre anni. In ogni caso il periodo in cui sarà operativo il responsabile tecnico temporaneo andrà comunicato allo sportello unico delle attività produttive del comune e alla Camera di commercio.
Una finestra aperta anche sulle imprese agricole. Per i primi 5 anni dalla presentazione dell’istanza per il riconoscimento della qualifica imprenditore agricolo professionale (Iap) non saranno richiesti i requisiti di reddito da attività agricola.