I temi di NT+L'ufficio del personale

Incarichi esterni, requisiti per la pensione, licenziamento e Irpef per consulenti

di Gianluca Bertagna

La rubrica settimanale con la sintesi delle novità normative e applicative sulla gestione del personale nelle Pa.

L'importanza della motivazione per l'affidamento di incarichi esterni
La Corte dei conti, sezione I giurisdizionale centrale d'Appello, con la sentenza n. 99/2021, ha affermato i principi secondo i quali il conferimento di incarichi a soggetti esterni all'amministrazione - conferiti con i diversi tipi di istituti previsti dall'ordinamento (articolo 1, comma 557, legge 311/2004, articolo 30 del Tuel, articolo 7, comma 6, Dlgs 165/2001, eccetera) - per non essere forieri di danno erariale ovvero di colpevole e indebito esborso di denaro pubblico devono necessariamente soddisfare questi requisiti essenziali:
• presenza di esigenze straordinarie ed eccezionali da soddisfare;
• carenza quantitativa e qualitativa della struttura organizzativa dell'ente;
• rispetto delle finalità prefissate;
• esclusione di qualsiasi forma di sovrapposizione di compiti da affidare al personale interno o di sottoutilizzazione dello stesso.
La decisione, pertanto, deve essere sorretta da una salda e circostanziata motivazione, debitamente riportata negli atti procedimentali.

Requisiti per la pensione nel 2021
Sulla seguente pagina web è possibile consultare la tabella predisposta dall'Inps contenente le prestazioni previdenziali 2021, con tutte le informazioni sui requisiti previsti per andare in pensione.

Affissione del codice disciplinare e licenziamento
La Corte di cassazione lavoro, con la sentenza 11120/2021 ha confermato i consolidati orientamenti secondo i quali:
• l'affissione del codice disciplinare che, in via generale, è condizione per la legittimità dell'irrogazione delle sanzioni disciplinari (pena la nullità), non è necessaria e, quindi, non condiziona gli effetti della sanzione quando il comportamento del lavoratore è immediatamente percepibile come contrario al minimo etico o a norme del codice penale;
• nelle suddette circostanze il dipendente può ben rendersi conto, anche al di là di un'analitica predeterminazione dei comportamenti vietati e delle relative sanzioni, della illiceità della propria condotta (Corte di cassazione, sentenze nn. 28741/2019, 25977/2017, 21032/2016);
• il licenziamento disciplinare può essere legittimamente irrogato anche oltre i casi tipizzati nelle norme e nella contrattazione collettiva, quando la condotta risulti, comunque, rispondente al modello di giusta causa o giustificato motivo (Corte di cassazione, sentenza n. 3283/2020).

Tassazione Irpef del lavoro autonomo
Con la risposta n. 312/2021 a un interpello con oggetto «Lavoro autonomo – ritenuta d'acconto articolo 25 del Dpr 660/1973» l'agenzia delle Entrate ha analizzato la tassazione Irpef delle prestazioni di consulenza, non rientranti tra le attività per le quali è richiesta l'iscrizione a uno specifico albo professionale, resa da un professionista munito di partita Iva e titolare di azienda individuale.
L'Agenzia ha premesso la disciplina della legge 4/2013 che regola le professioni non organizzate in ordini e collegi per attività in campo economico, consistenti nella prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitate abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale o, comunque, con il concorso di questo e relativamente alla tassazione Irpef ha evidenziato quanto segue:
• «Nel caso in cui il professionista svolga la propria attività come lavoratore autonomo, il committente della prestazione, in qualità di sostituto d'imposta è tenuto ad applicare sull'imponibile della fattura la ritenuta d'acconto del 20 per cento ai sensi dell'articolo 25 del Dpr 600 del 1973»;
• «Qualora invece l'attività sia svolta in forma di impresa (ditta individuale o società), l'importo corrisposto non è assoggettato a ritenuta a titolo d'acconto».

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