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Bilancio 2021 in crescita per Rizzani de Eccher: il fatturato sale a 504 milioni

L'impresa friulana arricchisce anche l'organico e il portafoglio ordini

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di Aldo Norsa e Stefano Vecchiarino

Il 2021 si dimostra un esercizio di importante crescita dopo i cali registrati nel precedente triennio per Rizzani de Eccher. Il fatturato consolidato dell'impresa friulana torna a superare il mezzo miliardo (504 milioni), l'organico si arricchisce di oltre 100 unità (1.462 dipendenti) e il portafoglio ordini aumenta (lievemente) a 2,4 miliardi anche grazie a importanti opere infrastrutturali quali: la costruzione in Francia del lotto 3 (57,5 km) della galleria di base del Moncenisio per la nuova linea ferroviaria av/ac Torino-Lione, con il gruppo svizzero Implenia, il francese Nge e l'italiano Itinera (per un valore di 228 milioni); la progettazione e costruzione in Lettonia della nuova stazione centrale di Riga e di un ponte ferroviario sul fiume Daugava, entrambi parte del grande progetto Rail Baltica (del valore di 430 milioni); oltre che, in campo sanitario, la commessa design & build in Danimarca per l'ospedale Bispebjerg (Copenaghen), intervento da 225 milioni con la collaborazione della società di progettazione ATIproject. Infine, in Russia, la realizzazione di uno stabilimento per la casa farmaceutica Octapharma-Pharmimex a Ryazan da 341 milioni.

La fotografia della situazione in cui si muove Rizzani de Eccher è particolarmente interessante perché quest'impresa che resta familiare "combatte" su molti fronti e in Russia è l'unica presente con caparbia continuità dalla fine degli anni '80 con la divisione Codest International (che, in questi frangenti, ha la fortuna di esser considerata a tutti gli effetti un'impresa nazionale).

Tra i maggiori punti di forza (e resilienza) dell'impresa friulana ve ne sono almeno tre da citare: il forte radicamento all'estero (soprattutto nei mercati europei); la diversificazione attuata nel tempo con numerose società qualificate (Deal, Iride, Sacaim, Tensacciai, …); la recente politica di privilegiare l'edilizia (quanto più "sfidante" possibile) che, nell'attuale affollamento competitivo, offre migliori margini. Tanto che, notizia di questi giorni, ha aggiunto al suo carnet un prestigioso contratto: l'ampliamento della sede della Banca Europea per gli Investimenti (Bei) a Lussemburgo. I lavori, in joint venture con il gruppo olandese Ballast Nedam, inizieranno nel terzo trimestre 2022 (con una durata prevista di tre anni) e prevedono la costruzione di una nuova ala da 63,5 mila mq con 1.500 postazioni di lavoro, un auditorium polivalente, un centro conferenze, una sala commerciale, oltre a caffetteria e ristorante. Il progetto, firmato dal gruppo spagnolo di architettura e ingegneria Idom, è talmente sostenibile che è già stato dichiarato "eccellente" ai sensi del Breaam e sarà probabilmente un «Nearly zero energy building» (Nzeb).

Così la presenza del gruppo friulano nel Benelux (datata 2015) è ancor più ricca di soddisfazioni perché, in particolare, sono in costruzione due edifici alti importanti (che saranno presentati il prossimo 22 giugno all'11° convegno Tall Buildings presso Triennale Milano): la residenziale Post Tower a Rotterdam (156 metri di altezza e 103 milioni di valore) in jv con il gruppo belga Besix, e le due Y-Towers ad Amsterdam, una a uso ricettivo e l'altra residenziale (rispettivamente 110 e 102 metri di altezza per un importo di 264 milioni).


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