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Costruzioni, l'Italia si fa più spazio tra i grandi contractor mondiali

Salgono a 13 i big italiani presenti nella Top 250 di Enr. Fatturato internazionale a 22,2 miliardi (+10%). Guadagnano posizioni i principali contractor nazionali: Saipem, Webuild e Maire Tecnimont

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di Aldo Norsa e Stefano Vecchiarino

Facendo seguito all’articolo di analisi dell’andamento delle maggiori International Design Firms dello scorso 23 agosto, prendiamo in esame quanto appena pubblicato dalla rivista statunitense Enr (Engineering News-Record) nell’annuale classifica dei Top 250 International Contractors, che offre un interessante sguardo sul 2021 dei big mondiali delle costruzioni (edili, civili e impiantistiche).

Se nel 2021 il fatturato internazionale dei top 250 aveva subito un forte calo per le ovvie ripercussioni della pandemia, la classifica 2022 vede sì un’ulteriore contrazione del 5,35%, ma esso è dovuto al fatto che per la prima volta Enr ha correttamente unificato i dati del gruppo spagnolo Acs e della sua controllata dal 2011 Hochtief (che fino allo scorso anno erano invece erroneamente contati due volte): ripulendo infatti il consuntivo 2020 il fatturato 2021 (397,9 miliardi di dollari) risulta incrementato dell’1,82%, ma resta comunque ben lontano dal massimo calcolato nel 2013: 544 miliardi di dollari.

L’ultimo anno non vede significative novità né per quanto riguarda i settori merceologici di riferimento né le aree geografiche più attrattive per le esportazioni dei maggiori contractor. Nel primo caso le infrastrutture di trasporto si confermano al primo posto con un terzo del fatturato internazionale dei top 250 seguite dall’edilizia (22,6%) e dall’oil & gas (13%); mentre nel secondo l’Europa continua ad attirare la maggior quota dell’export dei top delle costruzioni (28,4%) con l’Asia al secondo posto (18,7%) e gli Usa al terzo (12,8%).

A differenza di quanto appena pubblicato per le design firms buone notizie arrivano dalla compagine italiana che rafforza la propria presenza nella top 250 sia a livello numerico (le società in classifica passano da 12 a 13) sia di giro d’affari internazionale: esso sale da 20,2 a 22,2 miliardi con una quota sulle esportazioni totali in crescita da 4,8 a 5,6 per cento.

Numeri che confermano l’Italia come la più rappresentata tra le nazioni europee (e quarta al mondo) e che le permettono di salire al sesto posto a livello di fatturato (settimo nella scorsa edizione e decimo in quella precedente) dietro a Cina (28,4% con una cifra d’affari internazionale di ben 112,9 miliardi), Spagna (13%), Francia (12,7%), Usa (6,1%) e Corea del Sud (5,7%), ma davanti a (nell’ordine) Turchia, Giappone, Paesi Bassi, Germania, India, Australia, Regno Unito.

La prestazione italiana avrebbe potuto essere anche migliore se la classifica Enr avesse compreso altre imprese attive sui mercati internazionali quali per esempio: Cmb (la maggiore cooperativa di costruzioni che con i 145,2 milioni di dollari fatturati all’estero nel 2021 si posizionerebbe 190°), Cimolai, leader nella carpenteria metallica già presente nella tardiva riedizione della classifica dello scorso anno, e il gruppo specializzato in armamento ferroviario Gcf – Generale Costruzioni Ferroviarie, di entrambe le quali non sono ancora disponibili i dati aggiornati.

I 13 gruppi in classifica sono comunque tanto prestigiosi da permettere all’Italia di primeggiare in importanti mercati e aree geografiche: Saipem si conferma al comando nell’oil&gas e Maire Tecnimont sale dall’ottava alla sesta posizione; Danieli & C., specializzata in impianti siderurgici, è terza nell’”industrial”; Webuild torna al primo posto nel “water” e mantiene il terzo nel “sewer/waste” dove Ghella sale al nono. Dal punto di vista geografico Saipem è il quarto gruppo in Medio Oriente, sesto in Africa e decimo in America Latina, Webuild è sesto in Oceania e nono negli Usa mentre Sicim, specializzata in pipeline, è nono in Canada.

I contractor in classifica
La top 250 non mostra rilevanti cambiamenti al vertice: infatti tolta la citata assenza di Hochtief (già secondo è ora conteggiato con Acs) l’ordine dei leader internazionali del settore rimane invariato con il gruppo Acs in vetta (con un fatturato all’estero di 32,7 miliardi) seguito dal francese Vinci (comunque primo in Europa per giro d’affari totale) e dal colosso cinese China Communications Construction Group (che si limita a “soli” 21,9 miliardi di export rispetto ai 123,7 miliardi totali).

Il primo contractor italiano è anche quest’anno il leader dell’epc Saipem, che sale da 14° a 12° nonostante il calo pari all'1% nelle esportazioni, seguito dalla maggiore impresa di costruzioni civili Webuild che a sua volta guadagna due posizioni (da 18° a 16°) anche grazie all’operazione di m&a con Astaldi. Scorrendo la classifica appaiono più distanziate: l’altra grande realtà dell’epc Maire Tecnimont (che scala da 41° a 35° oltre a essere leader italiano tra le design firms), Danieli & C. (46°), Itinera (70°), Sicim (che guadagna 31 posizioni salendo alla 73°), Pizzarotti (88°), Bonatti (89°), Ghella (102°), Rizzani de Eccher (124°), Trevi (136°), Icm (156°) e la new entry Salcef (209°).

 Come nella scorsa edizione sono 26 i gruppi stranieri che dichiarano di lavorare in Italia: gli spagnoli Fcc, Sacyr e Sener, i francesi Bouygues, Eiffage e Vinci, i tedeschi Exyte, Ed. Züblin e la sua controllante austriaca Strabag, i belgi Besix e Jan De Nul, l’olandese Van Oord, il britannico Wood, gli statunitensi Caddell, CBRE, Ecc e Parsons, l’australiano Lendlease, i cinesi China Railway Group, PowerChina (che ha però deciso lo scorso maggio il fallimento della controllata Geodata) e Shenyang Yuanda, i turchi Enka Insaat e Yapi Merkezi, il sud coreano Daewoo, il giapponese Takenaka e l’indiano Larsen & Toubro.

Ridotto a nove è invece il numero di gruppi internazionali che presidiano il nostro Paese con una vera e propria filiale stabile: Aecom, Exyte, Jgc Holdings, Lendlease, McDermott International, Strabag, Samsung Engineering, TechnipFMC e Wood (che nel 2017 aveva acquistato Amec Foster Wheeler).

Mentre altri big preferiscono entrare nel nostro Paese solamente tramite alleanze o per singoli lavori: l’esempio principe è dato dallo spagnolo Sacyr, che dal 2003 è alleato di Inc nel consorzio stabile Sis; l’austriaco Porr (come il citato Strabag) è attivo nei lavori della galleria di base ferroviaria del Brennero, i francesi Vinci ed Eiffage, sono impegnati in due lotti della nuova linea ferroviaria ac/av Torino-Lione e - notizia recente - lo spagnolo Acciona è in gara con il consorzio Eteria (Itinera, Vianini Lavori e Icop) e l’impresa Rcm per la realizzazione della nuova grande diga foranea di Genova.

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